Caso Quarto, Di Maio: «D’ora in poi liste M5S al vaglio dell’Antimafia»

di Redazione | 13/01/2016

Luigi Di Maio

In un’intervista rilasciata a Francesco Maesano per La Stampa il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio conferma la decisione dei vertici del Movimento 5 Stelle di sottoporre d’ora in poi le liste da presentare alle elezioni amministrative al vaglio dell’Antimafia. Il M5S (ieri ne ha parlato anche Alessandro Di Battista) chiederà alla Dda un parere informale sui nomi dei possibili amministratori:

Luigi Di Maio, in due dei sei comuni nei quali avete vinto nel 2015 avete espulso il sindaco.

«Gela era già un’anatra zoppa. Su Quarto il segnale più importante è che chiediamo le dimissioni al sindaco per dare un segnale alle mafie ed è una cosa che d’ora in poi ci tutelerà nei comuni che amministriamo e amministreremo. Nelle grandi città ci presenteremo con un metodo perfezionato».

Come?

«Chiederemo alla Direzione investigativa antimafia un parere informale sui nomi. Ricordiamoci però che su migliaia di liste certificate questo è il primo caso».

Veniamo a Quarto. Com’è possibile che Capuozzo non vi avesse detto che era stata ricattata da De Robbio?

«Lei, pubblicamente, lo nega. E così ha fatto con noi. Poi dalle intercettazioni è emerso altro e siamo intervenuti. Il punto però è la questione morale: non possiamo accettare i voti della camorra, anche se non sono determinanti».

E allora poniamo il caso che vinciate le politiche. Se vi arrivassero voti dal «malaffare», provochereste la caduta del vostro governo?

«Mi auguro che questo non accada e in ogni caso Quarto è un caso particolare: con l’estromissione di quasi tutte le liste la camorra aveva perso i suoi riferimenti storici. E nel dirlo mi assumo tutta la responsabilità. Ora la camorra sa che se solo prova a infiltrare le nostre giunte, noi stacchiamo la spina».

Per la verità la Capuozzo non ha intenzione di dimettersi.
«Spero davvero che si ravveda».

(Foto di copertina: ANSA / MARCO ISOLA)