L’intervista di Vladimir Putin a Bild Zeitung: «Tra Russia e Occidente abbiamo sbagliato tutto. Dobbiamo lottare insieme contro il terrorismo»

di Redazione | 11/01/2016

vladimir putin

Vladimir Putin
ha concesso una lunghissima intervista a Bild Zeitung, la prima dopo dieci anni. Il presidente russo ha confermato ufficialmente la sua assenza dalla imminente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, e spiegato le principali ragioni della forte tensione tra la NATO e Mosca esplosa in questi anni.

RUSSIA

“Abbiamo sbagliato tutto”. Inizia in questo modo il lungo colloquio tra Bild Zeitung e Vladimir Putin in merito alla crisi tra Russia e Occidente. Il presidente russo rimarca come sin dall’inizio l’Europa non sia riuscita a superare le sue divisioni.

25 anni fa il muro di Berlino è caduto ma muri invisibili si sono mossi verso l’Est dell’Europa. Questo ha provocato reciproche incomprensioni e attribuzioni di colpe. Sono la causa di tutte le crisi che si sono succedute.

Vladimir Putin sottolinea come sin dal 2007 aveva ricordato la rottura della promessa della NATO sull’allargamento all’Est Europa, espressa dopo la caduta del muro di Berlino.

Tutti gli Stati hanno il diritto di organizzare la propria sicurezza nel modo per loro appropriato. Gli Stati che erano già nella NATO avrebbero dovuto seguire i loro interessi, e astenersi dall’espansione all’Est. Non è scritto in alcun luogo che la NATO debba accettare certi Paesi. Serviva solo volontà politica per farlo, ma alcune persone non l’hanno voluto. La NATO e gli Stati Uniti hanno voluto una vittoria competa sull’Unione Sovietica. Volevano sedere da soli sul trono dell’Europa. Ma adesso invece parliamo di crisi che non ci sarebbero state (senza questa strategia, NdA). Si vede questa tendenza al trionfo assoluto anche nel piano di difesa missilistico degli Stati Uniti.

VLADIMIR PUTIN USA

Vladimir Putin ricorda come nel 2009 il presidente Obama avesse garantito che lo scudo spaziale sarebbe servito unicamente per contenere la minaccia dell’Iran, ma nonostante l’accordo per il no al nucleare di Teheran il sistema di difesa continua a esser espanso in numerosi Paesi al confine o vicini alla Russia, come Romania, Polonia e Turchia. Il presidente ammette che anche la Russia abbia fatto errori.

Abbiamo fatto anche noi sbagli. Siamo arrivati in ritardo. Se avessimo presentato i nostri intereressi nazionali più chiaramente dall’inizio, il mondo sarebbe in equilibrio

,rimarca Putin ricordando gli enormi problemi della Russia dopo il crollo del comunismo. Nell’intervista con Bild Zeitung il presidente evidenzia la simpatia tra il popolo russo e quello tedesco, che rimane nonostante la propaganda anti Mosca sui mass media occidentali. Vladimir Putin conferma di non esser cambiato in questi anni, e di esser disponibile a collaborare con l’Occidente, in particolare contro il terrorismo, nel reciproco rispetto dei propri interessi.

Io non sono mai cambiato. Ma le cose sono differenti nelle relazioni internazionali tra gli Stati. In questo ambito non sono un amico, nè la sposa o lo sposo. Sono il presidente di 146 milioni di russi, e rappresento i loro interessi. Siamo disponibili a risolvere le crisi attuali senza ulteriori conflitti e cercando un compromesso sulla base del diritto internazionale. Ancora una volta, io sono lo stesso. Si prende la lotta contro il terrorismo: dopo gli attacchi dell’11 settembre sono stato il primo a schierarmi con il presidente Bush. Ora, dopo gli attacchi di Parigi, ho fatto lo stesso col presidente Hollande. Il terrorismo ci minaccia tutti.

VLADIMIR PUTIN UCRAINA

Vladimir Putin sottolinea come l’Occidente e la Russia debbano “cooperare molto più da vicino nella lotta contro il terrorismo, che è una grande sfida. Anche se non siamo d’accordo su ogni aspetto, nessuno dovrebbe prendere questo come un pretesto per dichiararci nemici”. Vladimir Putin difende la sua strategia per la crisi con l’Ucraina, sia per quanto riguarda la Crimea sia per il sostegno alle Repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk.

Il colpo di stato nazionalista a Kiev del febbraio 2014 ha immensamente spaventato 2 milioni e mezzi di russi che vivono in Crimea. Non siamo andati in guerra, non abbiamo sparato nè ucciso una sola persona. I nostri soldati hanno solo prevenuto che le truppe ucraine impedissero alle persone di esprimersi liberamente sul loro futuro.

Vladimir Putin paragona ancora una volta la Crimea al Kosovo, sottolineando come a lui non interessino i confini o i territori statuali, ma i destini delle persone.

La riunificazione della Crimea e della Russia è giusta. Le sanzioni occidentali non aiutano l’Ucraina, ma vogliono far arretrare la Russia. Sono stupide e stanno danneggiando entrambi.

Vladimir Putin ribadisce come le sanzioni dell’UE contro Mosca siano solo un teatro dell’assurdo, e rimarca come la principale responsabilità della crisi nel Donbass sia dell’Ucraina.

La riforma costituzionale, punto 11 dell’accordo di Minsk, deve dare autonomia all’Ucraina orientale ed essere adottata entro la fine del 2015. Questo non è successo, e l’anno è finito. Non è colpa della Russia.

Putin dedica parte finale dell’intervista ad Angela Merkel, ribadendo la stretta collaborazione con la cancelliera, e ammettendo di non sapere la sua paura per i cani. “Quando ho saputo che non le piacevano, le ho chiesto scusa”, riferendosi all’episodio verificatosi durante le Olimpiadi di Sochi.

Photo credit: MAXIM SHIPENKOV/AFP/Getty Images