Bolzaneto
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G8 Genova, lo Stato offre 45.000 euro alle vittime di Bolzaneto

Lo Stato Italiano è pronto a risarcire le vittime di violenze nella caserma di Genova Bolzaneto in occasione del G8 2001 con 45.000 euro a testa, una cifra corrispondente alla condanna inflitta lo scorso aprile dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Un accordo “extra-giudiziale” destinato però ad essere rifiutato dagli interessati. Anche perché l’offerta è arrivata sui banchi della Corte Europa dei diritti dell’Uomo.

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G8 GENOVA, BOLZANETO: I 31 RICORSI

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera a Strasburgo pendono al momento i ricorsi di 31 manifestanti sottoposti, con conferma delle sentenze italiane, a «trattamenti degradanti e inumani» in quel di Bolzaneto. Negli stessi giorni, all’interno della scuola Diaz vennero picchiati almeno 40 no-global. Il Governo prova la conciliazione amichevole con una cifra pari a quella prevista dalla condanna di Strasburgo, in risposta alla «macelleria messicana» come descritta dall’allora vicequestore Michelangelo Fournier. Strasburgo non solo condannò l’Italia ma rivelò l’inadeguatezza della propria legislazione che non prevede il reato di tortura.

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G8 GENOVA, BOLZANETO: «L’ITALIA NON HA CHIESTO SCUSA»

Una buona parte dei ricorrenti ha già deciso di non accettare l’offerta di Roma. La Farnesina peraltro non ha rivolto il suo invito alle vittime di violenze ma alla Corte europea di Strasburgo con una lettera in cui afferma di non voler sminuire «la serietà e l’importanza degli episodi che si sono verificati nella caserma di Bolzaneto» riconoscendo i «gravi e deplorevoli crimini commessi dagli agenti di polizia costituiscono dei crimini» a cui «lo Stato italiano ha reagito nel modo adeguato». L’avvocato Dario Rossi ha spiegato che l’offerta verrà rifiutata perché  «lo Stato non ha mai mostrato segnali di ravvedimento per i pestaggi», non ha «mai chiesto scusa» ed oggi avrebbe il solo obiettivo di evitare altre condanne.

G8 GENOVA, BOLZANETO: «UN SEGNALE DI COMPRENSIONE»

 

L’avvocato Barbara Randazzo, che assiste due persone, l’ha definita «una proposta indecente». Sembra scontato, quindi, che i procedimenti in sede europea andranno avanti.  «Mi sembra – è il commento del pm Andrea Ranieri Miniati che ha sostenuto insieme con Patrizia Petruziello l’accusa nei processi su Bolzaneto – che dopo anni di chiusura delle autorità italiane su quanto avvenuto nel 2001 questo sia comunque un segnale di maggior comprensione». Sull’assenza del reato di tortura: «Noi – ricorda Ranieri Miniati – abbiamo cercato di compensare il vuoto appellandoci alla Convenzione europea sui diritti dell’uomo e introducendo il concetto di abuso d’ufficio relativo ai trattamenti degradanti e inumani cui furono sottoposti gli arrestati». Non potendo applicare il reato specifico molte delle accuse contro le forze dell’ordine sono cadute in prescrizione prima del termine dei processi ed è proprio a seguito della mancanza di sanzioni penali e disciplinari contro i responsabili delle violenze che i no global si sono rivolti alla Corte di Strasburgo .