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Rai, Monica Maggioni: «Ora si dovrà essere anche sexy»

La Presidente della rete televisiva pubblica Monica Maggioni parla al Corriere della Sera degli sbagli sul Capodanno Rai e sul futuro della emittente.

Presidente Monica Maggioni, il 2016 della Rai è partito con l’incidente di Capodanno: il messaggio con la bestemmia, l’anticipo di quasi un minuto della mezzanotte. Che giudizio ha di tutto questo? Di chi è stata la responsabilità ?
«Abbiamo subito avviato un’indagine interna e sono partite le lettere di contestazione. Ora i destinatari hanno cinque giorni per le controdeduzioni. Ma bisogna distinguere. Il messaggio con la bestemmia appartiene probabilmente all’ambito di un errore umano. Gravissimo, certo, e censurabile. Infatti la Rai ha chiesto scusa. Ma se si scoprisse che l’anticipo è stato frutto di una scelta editoriale precisa, le conseguenze per chi ha deciso saranno molto pesanti».

Forse qualcuno ha voluto anticipare per far vincere la Rai nella gara degli ascolti…
«Se così fosse, ci saranno sanzioni conseguenti. È anche una questione di principio. Sarebbe il tipico esempio di ciò che la Rai non deve essere: ovvero un soggetto come tutti gli altri che accetta la concorrenza sul piano totalmente commerciale come ci ha insegnato la vecchia logica del duopolio e della corsa allo share. La Rai non è una tv qualsiasi ma il luogo in cui il Paese trova certezze e punti di riferimento. Deve assicurare assoluta credibilità e qualità, e quindi anche l’ora giusta. Questo è servizio pubblico». Forse qualcuno ha voluto anticipare per far vincere la Rai nella gara degli ascolti…
«Se così fosse, ci saranno sanzioni conseguenti. È anche una questione di principio. Sarebbe il tipico esempio di ciò che la Rai non deve essere: ovvero un soggetto come tutti gli altri che accetta la concorrenza sul piano totalmente commerciale come ci ha insegnato la vecchia logica del duopolio e della corsa allo share. La Rai non è una tv qualsiasi ma il luogo in cui il Paese trova certezze e punti di riferimento. Deve assicurare assoluta credibilità e qualità, e quindi anche l’ora giusta. Questo è servizio pubblico».

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E sul canone in bolletta…

Tra poco arriveranno molti soldi con il nuovo sistema di riscossione del canone legato alla bolletta elettrica. Cosa farete con quel denaro?
«Se ci saranno risorse aggiuntive saranno comunque destinate alla scommessa più difficile: entrare in contatto col pubblico dai 15 ai 35 anni. Lì c’è il Paese del futuro che domani potrebbe non avvertire più il bisogno e il senso del servizio pubblico, elemento chiave della democrazia. Per parlare davvero a tutti, la Rai deve essere anche sexy, per dirla all’anglosassone, cioè appetibile, attraente, piena di contenuti per tutte le fasce di pubblico. Non si può confondere l’essere autorevoli con l’essere noiosi e grigi».

(in copertina foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)