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Tassista violentata, parla lo stupratore: «Quel giorno ero fatto di coca»

«Chiedo scusa per quello che ho fatto, ma non sono un mostro. Ho avuto una vita difficile e quel giorno ho assunto la cocaina». Simone Borgese, il cliente di 30 anni che abusò di una tassista per poi rubarle pochi spiccioli ammette di aver agito sotto l’effetto di stupefacenti.

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L’ammissione è raccontata su Il Corriere della Sera:

L’uomo, difeso dall’avvocato Albertina Vittoria, ha ripercorso quei momenti. A processo era presente anche la vittima, impassibile di fronte al suo aguzzino. «In quel periodo – ha spiegato il 30enne ai magistrati – facevo uso di cocaina. Lavoravo come cameriere, come finivo il mio turno al ristorante l’assumevo. Anche quel giorno (quello della violenza ndr) l’avevo fatto».
L’uomo si ferma, il volto è solcato da due lacrime. L’avvocato Licia D’amico, costituita parte civile per associazione “Bont’Worry Noi Possiamo” incalza Borgese. Gli chiede quanto spendesse mediamente per la cocaina e quanta ne assumeva visto che lavorava saltuariamente come cameriere. Tutte domande dietro alle quali Borgese si trincera dietro «un non ricordo , non lo so».

(Foto di copertina d’archivio: Claudio Peri / Ansa)