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Unioni civili, i vescovi in campo. Alfano: «Pronti al referendum»

Opposizione sui valori, toni da battaglia, sostanziale divisione alle spalle dei proclami: il centrodestra sulle unioni civili va in ordine sparso, con il centrodestra formalmente sulle barricate e in realtà, però, rassegnato all’idea di trovarsi con un provvedimento di legge approvato. E’ Angelino Alfano il primo a dare segnali di questo genere parlando di un “referendum abrogativo”, nonostante le prese di posizione dei vescovi italiani contro la legge in discussione in Parlamento.

UNIONI CIVILI, I VESCOVI IN CAMPO; ALFANO: “PRONTI AL REFERENDUM”

Il Messaggero fa il punto della situazione.

Dopo il doppio attacco di martedì sulle unioni civili, Angelino Alfano torna sull’argomento: «Se l’Italia avrà una legge che consente la stepchild adoption alle coppie gay, il giorno dopo avvieremo una grande raccolta di firme per il referendum abrogativo. E io sarò in prima linea», avverte dalle colonne di Avvenire, il giornale dei vescovi. L’argomento apre una forte discussione all’interno del Pd e divide anche Forza Italia, ufficialmente schierata contro la riforma ma con Stefania Prestigiacomo che ha annunciato di voler votare sì. E ieri è entrato duramente nel dibattito lo stesso presidente della Cei, Angelo Bagnasco che a margine della messa dell’Epifania ha ammonito che «nessun’altra istituzione deve assolutamente oscurare la realtà della famiglia con delle situazioni similari» ventilando il rischio di «compromettere il futuro dell’umanità. Nessun’altra forma di convivenza di nucleo familiare, pur rispettabile può assolutamente oscurare o indebolire la centralità della famiglia, né sul piano sociologico, né sul piano educativo».

 

Comunque, dice Alfano, il governo non è a rischio tenuta.

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Due giorni fa, Alfano intervistato dal Tg3, sulle unioni civili, puntualizzava che «non fanno parte del programma di governo» e pur specificando che la vicenda non è legata alla tenuta della maggioranza, minacciava «il rischio che la palla di neve diventi una slavina. Spero che il Pd trovi un punto di equilibrio», rivolgendosi a quei dem che puntano alle maggioranze variabili e vorrebbe votare il disegno di legge Cirinnà con M5s e Sel. A preoccupare di più il leader di Ncd ma anche i cattolici democratici è la stepchild adoption, la possibilità di adottare il figlio del partner, che secondo questi aprirebbe anche il rischio di utero in affitto, tanto che una parte del Pd sta lavorando a un emendamento che la sostituisca con un affido rafforzato. Ma Alfano aveva chiarito la sua contrarietà anche all’affido rafforzato, perché «se non è zuppa è pan bagnato». Poi sull’Avvenire aveva aggiunto la speranza che «l’utero in affitto venga punito con il carcere». Ieri il ministro è tornato sull’argomento ma con toni molto più pacati e dai microfoni di “Radio anch’io” ha detto che «sulle unioni civili c’è bisogno di ragionevolezza». E anche il presidente dei senatori di Area popolare Renato Schifani ha detto «no a prove muscolari» e invitato il premier a far abbassare i toni ad alcuni esponenti Pd «evitando di politicizzare oltremodo il dibattito sulle unioni civili».