Il capodanno a Colonia fra molestie alle donne, scippi e accuse agli immigrati

di Redazione | 06/01/2016

colonia capodanno

A Colonia, il capodanno, per le donne della città e più in generale per i cittadini è stato più che altro un inferno: impennata delle denunce di molestie, scippi, taccheggi, e una denuncia per stupro nella notte di San Silvestro all’ombra del maestoso Duomo gotico. Una vicenda che in Germania rischia di diventare addirittura di rilievo nazionale se è vero che è dovuta intervenire, prendendo posizione, la cancelliera Angela Merkel in persona che già da tempo è costretta sulla difensiva per la sua politica di accoglienza dei migranti.

COLONIA, CAPODANNO DI MOLESTIE E SCIPPI; ANGELA MERKEL IN DIFFICOLTÀ

La Repubblica ci racconta la notte difficile della città immersa nel land della Renania Settentrionale.

Novanta denunce per molestie sessuali, palpeggiamenti e borseggi. Una per stupro. Nella multietnica Colonia la festa per capodanno nella piazza tra il maestoso duomo gotico e la stazione centrale si è trasformata in un incubo per le donne presenti o che passavano di lì. Sono state accerchiate e aggredite da circa un migliaio di uomini divisi in piccoli gruppi: giovani tra i 15 e i 35 anni per la maggior parte ubriachi, dall’aspetto nordafricano e mediorientale. Un episodio che ha scosso la Germania, già sotto pressione per l’oltre milione di rifugiati che ha accolto nel 2015.  La cancelliera Angela Merkel, nel giorno in cui avrebbe potuto incassare il successo politico di aver portato l’occupazione in Germania al record storico, ha dovuto affrontare l’emergenza di Colonia che rischia di travolgere la sua decisione di aprire le porte ai rifugiati e anche il consenso di cui gode tra i tedeschi. Merkel ha telefonato alla sindaca Henriette Reker, in prima linea per l’accoglienza dei richiedenti asilo. In ottobre, durante la campagna elettorale, è stata anche accoltellata per le sue idee da un aggressore spinto da motivazioni xenofobe. La cancelliera ha espresso «indignazione» di fronte agli «attacchi ripugnanti e alle molestie sessuali» e ha chiesto «una risposta ferma» da parte dello Stato di diritto: «Si deve fare tutto il possibile per identificare quanto prima i colpevoli e punirli, da dovunque arrivino».

 

La vicenda si intreccia con lo sforzo della politica tedesca di gestire l’afflusso degli immigrati; con l’impegno delle forze governative a sostegno di Angela Merkel di mantenere aperte le frontiere e di limitare la crescita delle forze populiste e di opposizione (interna ed esterna) che chiedono la chiusura, parziale o totale che sia, delle frontiere.

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Ma lo sforzo delle autorità tedesche è stato anche quello di non permettere alle forze populiste e xenofobe, in crescita nei sondaggi sull’onda del malcontento anti-immigrati, di sfruttare questo gravissimo episodio. Già da tempo «Alternativa per la Germania» chiede la chiusura delle frontiere. E anche gli alleati criticano la cancelliera. Il leader della Csu Horst Seehofer ha di nuovo proposto un limite annuale di 200 mila rifugiati da accogliere in Germania, meno di un quinto delle richieste di asilo presentate alle autorità tedesche nel corso del 2015. In entrambi i casi la risposta di Merkel è stata un «no».  Ieri è intervenuto anche il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, che ha chiesto espressamente che la vicenda di Colonia non sia «strumentalizzata». Ha poi detto che «attacchi così vigliacchi e ripugnanti non saranno tollerati» e ha parlato di una «dimensione completamente nuova di crimine organizzato»

 

Anche perché, dicono dalla città, è tutt’altro che sicuro che i problemi derivino dai migranti che transitano a Colonia per spostarsi verso nord o che vogliono rimanere nella città tedesca.

La sindaca Reker, che ha convocato un vertice di sicurezza con i capi della polizia locale e federale, ha spiegato che «non c’è la minima indicazione che tra i colpevoli vi siano profughi attualmente ospitati nei centri della città, ogni supposizione in tal senso è assolutamente inattendibile». Il capo della polizia di Colonia, Wolfang Albers, ha spiegato che un quarto delle denunce sono per molestie sessuali e palpeggiamenti, mentre la maggior parte riguarda il furto di borse, portafogli e cellulari. Ma ha anche detto che il numero delle denunce potrebbe crescere ancora. Le aggressioni sono state compite da piccoli gruppi, di circa 50 persone ciascuno, a caccia di donne, in una piazza fuori controllo dove venivano esplosi petardi e fuochi d’artificio che le telecamere di sicurezza all’esterno della stazione hanno registrato.