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Quelli che si spacciano della Finanza per andare a fare il Capodanno vip a Cortina

Hanno tentato di “imbucarsi” in una festa di Capodanno da vip spacciandosi per vertici della Guardia di Finanza. Invece è finita con un odontotecnico di Ostia denunciato per truffa e sostituzione di persona. Per una comitiva di avvocati romani il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi, anche se l’intera vicenda pare ricordare un cinepanettone d’annata.

CAPODANNO VIP

La storia è raccontata – in modo decisamente gustoso – da Davide Desario sull’edizione del Messaggero in edicola oggi:

[…] una decina di romani (tutti avvocati e consorti), per riuscire ad assicurarsi gratis un tavolo all’esclusiva serata, ha pensato bene di chiamare il Comune di Cortina e di spacciarsi per ospiti del comandante generale della Guardia di Finanza.

SCROCCO CAPITALE

C’è tutto: dalla festa nel locale esclusivo al menù a base di porcini e gamberi, discoteca e champagne. Una festa al Palaghiaccio organizzata dalla Cortina Polo Style della famiglia Zuliani («quelli – scrive Desario – degli esclusivi tornei di Polo sulla neve»). Le cose vanno così:

Il primo ciak alle 16,30 quando suona il telefono del Comune di Cortina. Dall’altra parte della cornetta un sedicente segretario del comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo che senza mezze parole chiede, per conto del generale, dieci accrediti Gold per cena e discoteca. La pratica arriva in un batter d’occhio sulla scrivania dell’assessore al Turismo che senza fare troppi accertamenti, si fa dare la lista degli ospiti, e poi chiama gli organizzatori per garantire i biglietti. L’organizzatore dà l’okay: «Ho verificato la disponibilità e ho detto di sì all’assessore» spiega Maurizio Zuliani della Cortina Polo Style. «Ma la procedura mi sembrava molto strana, così ho subito avvertito la Guardia di finanza».

Ovviamente, dalla GdF rispondono che non ne sapevano nulla e, quindi, parte la contromossa: il piano “Scrocco Capitale”:

Altro che Mafia Capitale, scatta l’operazione “Scrocco Capitale”: il maggiore Landi convoca quattro finanzieri in borghese e li sostituisce al personale della cassa del Palaghiaccio. Alle 20 il clou: la comitiva romana, capitanata da un quarantenne avvocato, si presenta al botteghino. I finanzieri fanno finta di nulla ma per dargli i biglietti chiedono i documenti (li identificano) e poi li fanno accomodare al tavolo super vip al centro della sala. Quando tutti gli ospiti si sono arrivati è entrato in azione il maggiore Landi che si presenta e pretende spiegazioni.

L’EPILOGO

Ma la faccenda non finisce qui, perché si scopre che gli avvocati romani erano all’oscuro di tutto, e dichiarano di essere ospiti di un odontotecnico di Ostia, il quale rintracciato e interrogato dai carabinieri, ammette di aver avuto l’idea geniale di spacciarsi per il segretario del generale e telefonare all’assessore al Turismo di Cortina:

Il finale del cinepanettone più vero che mai è da applauso: l’odontotecnico di Ostia è stato denunciato alla procura per sostituzione di persona e truffa, ai suoi ospiti, per evitare un capodanno in caserma, è stato consigliato di pagare 350 euro a testa. Consiglio che è stato accettato immediatamente.

(In copertina: Jerry Calà in una scena del film Vacanze di Natale, 1983)