Bagheria, il Movimento 5 stelle e il veglione di Capodanno nella villa che fa arrabbiare tutti

di Stefania Carboni | 02/01/2016

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Luci da discoteca, bevande pronte al consumo e bagni lasciati in modo poco decoroso. Sembrerebbe la scena del day after di un Capodanno qualunque ma le immagini, diffuse dai consiglieri d’opposizione a Bagheria, comune sotto la gestione 5 stelle, rischiano di sollevare non poche polemiche. Anche perché provengono da Palazzo Cutò, edificio del ‘700, concesso, per una festa privata, proprio la notte del 31 dicembre.

Trenta euro all’ingresso, open bar e 200 partecipanti. Nella villa storica che ospita anche la biblioteca Comunale, denunciano le opposizioni, ci sarebbe stata una festa privata a scopo di lucro. Le foto, postate dai tanti ragazzi di Bagheria sui social, effettivamente non danno l’idea di un evento meramente culturale. Riporta il Fatto Bagherese:

Un bene pubblico concesso dal Comune a privati non per eventi culturali aperti alla cittadinanza, ma per una festa privata con scopo di lucro. Lo dimostrano inconfutabilmente immagini video e foto che circolano sul web; una festa a cui hanno preso parte anche componenti dell’amministrazione comunale che, evidentemente, pensa di “rivalutare” il patrimonio culturale con feste dance in palazzi di pregio storico. I consiglieri di opposizione annunciano già azioni a tutela del bene comunale; esiste infatti un regolamento sull’utilizzo dei beni di pregio storico; in particolare Villa Cutò può essere data in concessione temporanea a privati per eventi culturali, e con tutta la buona volontà definire culturale un veglione di fine anno è parecchio difficile.

 

IL PALAZZO CUTO’ E COSA PREVEDE IL REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE

– Il Comune può concedere una villa del ‘700 a scopi privati? Se sì a quale prezzo? In base alla concessione del regolamento d’uso dell’edificio il veglione non era certo l’evento ideale. Recita l’articolo 1:

I locali di Palazzo Aragona Cutò di proprietà comunale, per il loro notevole pregio architettonico, naturalmente vocati a contenitori culturali, possono essere concessi in uso temporaneo a privati, enti, partiti politici o associazioni per lo svolgimento di manifestazioni di carattere culturale quali: mostre, convegni, seminari, esposizioni e convegni e manifestazioni di carattere politico. – Possono, altresì, essere utilizzati per la celebrazione dei matrimoni civili i locali già individuati con Deliberazione di Giunta Municipale n. 248 del 05/09/2002 ed in particolare la sala lettura della Civica Biblioteca o una delle sale poste nel Piano nobile.

Il prezzo per l’ “utilizzo corte interna e giardino per eventi di intrattenimento e conviviali matrimonio” è di 500 euro. Ecco un video, diffuso su Fb, che immortala attimi della serata:

Dagospia arriva a Bagheria! il video che è appena pervenuto mostra inconfutabilmente che grazie al veglione di ieri sera Palazzo Cutò è stato indiscutibilmente rivalutato tanto che da pochi minuti abbiamo appreso che Rocco Siffredi intende richiedere a San Patrick Magno l’utilizzo del Palazzo per un festino hard da tenersi l’ultimo sabato di gennaio. Rocco ha detto però che l’evento si farà solo se l’esoso affitto non supererà i 150€.Rocco ha concluso dicendo: “Se non si svolgerà il mio evento il palazzo non sarà più cosa sua ma sentirà la mia”.#comespendoappena1000euroeneguadagno10000#unamicohadirittoallosconto#conlassessoreamicociguadagnochenontidico#occhioaRoccochefamale#PatrizioCinque #M5S

Posted by Mario Presti on Venerdì 1 gennaio 2016

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PALAZZO CUTO’ E LA DIFESA M5S: “TUTTO REGOLARE”

– Una premessa va fatta. Ben venga se un comune, di qualunque amministrazione esso sia, riesce a far cassa creando eventi e disponendo del proprio patrimonio immobiliare. Quello che però indispone le opposizioni sono le regole, come sottolinea l’editoriale della testata locale Bagheria News “Il veglione di palazzo Cutò: l’amministrazione deve delle risposte”:

L’unica condizione è che questa valorizzazione, questa ‘messa a reddito’ degli immobili di pregio, deve avvenire in primo luogo nel rispetto della qualità dei siti e poi all’interno di regole chiare, certe e condivise che valgano indistintamente per tutti i cittadini, di regolamenti cioè non suscettibili della interpretazione dell’assessore di turno o delle sue fregole o delle sue simpatie o amicizie personali.
Per palazzo Cutò questo non è avvenuto, perché si è andato contro un regolamento che parla chiaro e che esclude l’organizzazione di veglioni e cafè chantant, si è andati contro il parere della dr.ssa Lea Amodeo, responsabile del contenitore culturale, (parere cui negli ultimi anni tutti gli assessori susseguitisi si erano adeguati) e si è proceduto ‘in deroga’ ad altri adempimenti che il modesto, se non addirittura inesistente, valore culturale dell’evento non giustificava affatto.

La vicenda sembra non chiudersi qui e il dibattito si sposterà a breve in aula. Cerca di frenare le critiche l’assessore comunale alla cultura Romina Aiello che chiarisce a  La voce di Bagheria, come la decisione sia stata presa nel corso della commissione spettacolo, svoltasi il 28 dicembre scorso, alla presenza di esponenti della Questura, dei vigili del fuoco e dell’Asp per la somministrazione di cibo e bevande.

“La commissione ha espresso parere favorevole alla manifestazione anche chi critica lo sa, perché qualcuno ha avuto accesso agli atti. Per la festa sono stati pagati 500 euro per gli spazi esterni e l’utilizzo dei bagni. Anche a Venezia vengono utilizzati i palazzi settecenteschi per le feste. Non ci vedo niente di male. E’ evidente che qualcuno critica solo in maniera strumentale”

Aiello ha poi precisato come l’organizzazione si sia preoccupata sia della sicurezza che della pulizia dei locali.

(Nella foto la “cambusa” per le bevande in una stanza dove sono conservati alcuni faldoni. Foto via tw Pd Bagheria)