Lo sfogo di Sandro Bondi: «Sono stato un servo, ora mi pento. Berlusconi? Come il Conte Ugolino»

di Redazione | 28/12/2015

silvio berlusconi

Berlusconi? «Come il Conte Ugolino che nelle Divina Commedia divora il cranio dei suoi figli». A fornire il ritratto è l’ex cantore del Cav Sandro Bondi. All’ex premier dedicò pure un’ode («Vita assaporata, Vita preceduta, Vita inseguita, Vita amata, Vita vitale, Vita ritrovata, Vita splendente, Vita disvelata»), oltre la totale fedeltà, prima dell’uscita polemica da Forza ltalia lo scorso marzo. Ora, passato sotto l’Ala di Verdini con la compagna Manuela Repetti, alla corte di Matteo Renzi, il senatore-poeta fa i conti con il suo passato e annuncia di voler chiudere con la politica a fine legislatura: «Sono sta eto un servo ma ho capito tutti i miei errori. Ora voglio solo essere dimenticato», ha spiegato, intervistato dalla “Repubblica”.

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SANRO BONDI SUL CAV: «COME IL CONTE UGOLINO»

Per Bondi, ex sindaco comunista di Fivizzano, poi convertito sulla strada forzista di Arcore e ora nelle vesti del “cortigiano pentito“, il Cav è stato «brillante all’opposizione, ma deludente se non fallimentare nell’arte di governare». E il paragone con il Conte Ugolino (che secondo studi dei primi anni duemila sui resti suoi e dei familiari, non commise però alcun atto di cannibalismo, ndr)?: «In fondo lusinghiero, perché lo sguardo di Ugolino verso i figli è di disperazione, mentre quello di Berlusconi è quasi intinto di sadismo. In realtà sono giunto alla conclusione che non vi è alcuna grandezza tragica in lui…». Si legge nell’intervista di Dario Cresto Dina:

«Dal Pci a Forza Italia, da bardo del Cavaliere a ribelle fino a verdiniano con tendenza dem. Non mi sembra un percorso di specchiato equilibrio.

 

Vero, ma una cosa me la faccia dire: non sono mai stato di destra. Fabrizio Cicchitto ed io, insieme con tanti altri, in particolare Gianni Baget Bozzo, abbiamo sempre parlato di Forza Italia come di una sintesi fra le migliori tradizioni democratiche non comuniste della storia d’Italia».

 

Vuole farmi credere che ne era davvero convinto?

 

«Nel 2009 scrissi perfino un libro per tracciare un legame ideale fra Berlusconi e Adriano Olivetti». Edito da Mondadori, immagino. «Esattamente. Ricordo che la figlia Laura, da poco scomparsa, m’incontrò e mi parlò con simpatia, ma mi fece capire con grazia che il mio saggio era quantomeno ardito nei confronti di suo padre. Aveva pienamente ragione».

 

Lei ha sperato consapevolmente in una utopia politica berlusconiana?

 

“Sì, e non ero il solo. Ma di tutte queste cose Berlusconi non si curò mai. Ci lasciava giocare con la politica e con le idee, fino a che non toccavamo la sostanza dei suoi interessi e del suo potere. Ricordo che, quando ero ministro, osai parlare di un canale televisivo pubblico dedicato alla cultura senza pubblicità. Subito, il pur mite Fedele Confalonieri mi redarguì bruscamente».

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Secondo Sandro Bondi le aziende venivano prima di tutto negli anni dei governi Berlusconi, anche più importanti e influenti dei ministri:

«Al culmine della crisi del suo ultimo governo, Berlusconi, nonostante ciò che disse in seguito, diede il via libera a Monti durante una riunione a Palazzo Grazioli nel corso della quale ci fece preliminarmente ascoltare in viva voce ciò che ne pensavano Ennio Doris di Mediolanum e l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. In questo modo eravamo messi sull’avviso della sua decisione. Entrambi sostennero che la situazione economica e finanziaria del paese era disperata e non vi era altra possibilità che quella di dare vita a un governo tecnico sostenuto anche da Forza Italia». E ancora: «La nostra autonomia politica era pari a zero. L’unico ad aver avuto la forza e il coraggio di un gesto di indipendenza è stato Angelino Alfano. All’epoca mi opposi a lui, nonostante l’amicizia che ci legava, per l’ennesimo atto di sottomissione a Berlusconi. Pure Fitto e Verdini furono in prima linea contro la scelta di Alfano, ma poco dopo Berlusconi li trattò alla stessa stregua. Mi creda, anche chi è rimasto prima o poi sopporterà questa sorte»,si legge.

 BONDI: «ANDRÒ NEL PD CON RENZI? NO, VOGLIO ESSERE DIMENTICATO»

Ora Bondi è passato con Verdini, lo stratega del patto del Nazareno, archiviato dal Cav dopo lo strappo del Quirinale e l’elezione di Mattarella:

Fu «merito di Verdini, che ha aiutato Berlusconi a rientrare in gioco, ottenendo da Renzi un riconoscimento politico non scontato e dovuto. Silvio avrebbe potuto utilizzare quest’ultimo attestato come un’opportunità per lasciare una memoria positiva del suo ruolo nella storia d’Italia, ma l’ha rifiutata e sprecata. Ad un certo punto ho anche pensato che il ritorno del partito-azienda fosse il male minore, perché almeno le sue imprese inseguono una certa razionalità anche nella sfera politica. Oggi Forza Italia è incomprensibile per chi non conosca la vita privata di Berlusconi. Più che la politica, la letteratura e forse la psicologia possono dare un’interpretazione alla sua parabola esistenziale».

Se Dante dovesse mettere Berlusconi nell’infernale lago ghiacciato di Cocito con Bruto, Cassio e Giuda, non dovrebbe riservare un posto anche per lei nella Giudecca, tra chi ha tradito i benefattori? Lei è stato servo, aedo e mammelucco, pronto a dormire sullo zerbino del padrone.

«Sono stato anche questo. Quando forse un giorno verranno pubblicate le mie lettere indirizzate nel corso di vent’anni a Berlusconi, frutto del mio lavoro di consigliere politico, si comprenderà qual è stata davvero la mia figura. Sì, potrei essere accostato a Giuda. Ma chi ha letto il recente e bellissimo libro di Amos Oz, sa che Giuda è stato forse quello che ha preso più sul serio Gesù di Nazaret».

(Photocredit copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)