notav sentenza appello terrorismo
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NoTav, cade l’accusa di terrorismo anche in appello

L’accusa di terrorismo per l’azione dei NoTav al cantiere di Chiomonte è caduta anche in appello. La corte d’assise ha confermato la sentenza che in primo grado aveva assolto gli imputati, condannandoli solo per lancio di molotov contro mezzi militari a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Era stata la Cassazione ad escludere in due occasioni le finalità di terrorismo, verdetto oggi confermato in appello. Il procuratore generale di Torino Marcello Maddalena aveva risposto alle arringhe dei difensori invitando i giudici a condannare gli imputati a 9 anni e mezzo. “Spetta a voi l’ultimo giudizio di merito” erano le parole del pg alle quali rispondeva l’avvocato Giuseppe Pelazza: “E’ come se avesse detto dopo di voi il diluvio, ma non c’è il diluvio, c’è il sole”.

Insomma – scrive il blog Giustiziami – l’accusa non è riuscita a sfondare dopo aver giocato tutte le carte possibili e immaginabili. Ha ottenuto, va ricordato, che la finalità di terrorismo è servita a far trascorrere a questi e altri imputati  più di un anno di detenzione in regime di alta sorveglianza, una sorta di 41bis di fatto, l’articolo del regolamento carcerario erede dell’articolo 90 dei cosiddetti “anni di piombo”.

«Siamo soddisfatti, la corte ha recepito le nostre deduzioni e ha smontato il teorema accusatorio», ha commentato alla Stampa l’avvocato Claudio Novaro, uno dei legali dei quattro attivisti. «Ci auguriamo ora che questa sentenza serva alla procura per fare una autocritica su come in questi anni è stata affrontata la questione Tav: accuse dure, utilizzo pervicace della carcerazione preventiva, udienze militarizzate. Un atteggiamento aspro che speriamo ora cambi». Nessun commento invece è arrivato dal pg Maddalena, che probabilmente intende portare il fascicolo anche in Cassazione.

(Photocredit copertina: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

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