Vladimir Putin Siria
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La fortezza navale di Putin in Siria

VLADIMIR PUTIN SIRIA

Vladimir Putin ha fatto stazionare una fortezza navale per proteggere l’aviazione russa impegnata nei bombardamenti in Siria. Davanti al porto di Tartus l’incrociatore Moskva è in grado di distruggere ogni minaccia aerea. Una potenza militare che evidenzia quanto sia importante l’intervento siriano per Cremlino.

INCROCIATORE MOSKVA

La Russia può colpire e annientare ogni nemico che si contrappone alla sua missione militare contro il terrorismo e in difesa di Bashar Assad. Lo dimostra lo stazionamento dell’orgoglio della marina di Mosca, l’incrociatore Moskva, nel porto di Tartus. L’incrociatore lanciamissili, dotato anche del sistema di difesa balistico S-300M, è stato scortato da cinque navi e da un sottomarino al fine di proteggere i jet nella base aerea di Latakia. Nei giorni scorsi la marina di Mosca ha svolto un’esercitazione nei mari siriani, trasmessa anche dalla TV russa, in cui ha dimostrato la sua capacità di deterrenza. Lo stazionamento dell’incrociatore Moskva ha particolarmente rafforzato l’aviazione di Putin, ora in grado di poter effettuare bombardamenti con maggiore tranquillità. La Moskva è infatti in grado di colpire numerosi obiettivi, anche aerei, con grande efficacia, e questo favorirà un probabile inasprimento dei bombardamenti sulla Siria. L’incrociatore, costruito negli anni ottanta e ammodernato una decina di anni fa, è stato inviato in missione militare all’estero per la prima volta dalla fine dell’Unione Sovietica. Nel 2008 era stato stazionato nel Mar Nero, dopo che le truppe di Mosca avevano occupato i territori georgiani russofoni in seguito alla crisi con Tiblisi per l’intervento in Ossezia del Sud. Il Cremlino mostra ancora una volta la determinazione con cui è intervenuto nel conflitto in Siria. Il primo ministro Medvedev ha giustificato la missione bellica come una difesa preventiva dal terrorismo, motivata anche in ragione dell’attacco terroristico all’aereo Metrojet che ha ucciso più di 200 russi.

Photo credit: MAX DELANY/AFP/Getty Images