Card famiglia, a cosa serve e come ottenerla

di Redazione | 20/12/2015

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La Camera ha approvato il ddl di Stabilità che contiene la cosiddetta “Card Famiglia” promessa da Renzi. L’aula ha votato con 297 deputati favorevole, 93 contrari e 4 astenuti rimandando il disegno di legge al Senato per il via libera definitivo. Il Cdm notturno ha approvto la variazione di bilancio che, come si legge in una nota di Palazzo Chigi “ridetermina l’indebitamento netto nel 2,4% del Pil per il 2016 e confermano, per gli anni successivi, il percorso programmato degli obiettivi di finanza pubblica”. Il Consiglio dei ministri, terminato alle 2.44 di domenica mattina definisce le linee guida della manovra verso la cosiddetta card famiglia, che ancora non ha un nome definitivo e viene indicata anche con social card, family card, bonus famiglia o social card famiglia. In una nota del Governo si legge:

In particolare, gli emendamenti approvati nel corso dell’esame alla Camera intervengono in materia di Sicurezza e Cultura (2 miliardi), a favore delle imprese operanti nelle aree del Mezzogiorno disponendo l’introduzione di un credito d’imposta per investimenti (circa 600 milioni annui per un quadriennio), in materia pensionistica (circa 330 milioni, di cui 146 per l’elevamento della no-tax area a 8.000 euro). Ulteriori interventi sono stati inoltre varati a favore di Regioni ed Enti Locali.

A CHI È DESTINATA LA CARD FAMIGLIA? –

La card famiglia non spetta indistintamente a tutti i nuclei familiari, ma è riservata a quelli con “almeno tre figli minori a carico”. La misura è riservata anche alle famiglie straniere, a patto che siano residenti, è volontaria, ed è legata agli indicatori Isee. In un primo momento la family card era destinata alle famiglie con tre figli under 26, ma successivamente è stata rivista.

SOCIAL CARD FAMIGLIA 2015, A COSA SERVE? –

Servirà, in base all’Isee, ad ottenere sconti e agevolazioni a quei servizi, privati e pubblici, che aderiranno all’iniziativa. Tra gli obiettivi ci sono abbonamenti famiglia a mezzi pubblici e creazioni di gruppi d’acquisto solidali e familiari nazionali.

(Photocredit copertina: ANSA/GUIDO MONTANI)