Caso Yara, parla Massimo Bossetti: «Su di me tutte bugie»

di Redazione | 18/12/2015

Caso Yara, Massimo Bossetti

Caso Yara Gambirasio. Parla per la prima volta in aula Massimo Bossetti. Il muratore di Mapello è intervenuto nel corso della ventesima udienza nel processo per la morte della tredicenne di Brembate di Sopra rispondendo alle accuse di coloro che hanno parlato di suoi intenti suicidi, smentendo tutto.

Caso Yara, Massimo Bossetti
(Lapresse)

MASSIMO BOSSETTI NEGA DI AVER MANIFESTATO PENSIERI SUICIDI

Massimo Bossetti ha risposto a Ennio Panzieri, imprenditore della provincia di Bergamo con cui il muratore ha collaborato in passato. Secondo quanto riportato da Il Giorno l’imprenditore chiamato a testimoniare ha replicato all’avvocato della civile spiegando che Bossetti «Mi disse che stava passando un periodo difficile con sua moglie. E minacciò anche il suicidio». A quel punto Massimo Bossetti si è alzato e ha parlato, per la prima volta: «Non ho mai detto questo qua, non ho mai detto una cosa così, tutte bugie su di me». La Corte lo ha richiamato all’ordine ricordandogli che avrebbe avuto tutte le opportunità per dare la propria versione dei fatti. Altri ex colleghi durante l’interrogatorio hanno detto che Bossetti aveva parlato delle sue difficoltà, chiedendo a uno di loro consigli sulla separazione.

 

LEGGI ANCHE: Massimo Bossetti ha tentato il suicidio in cella con una cinghia

 

MASSIMO BOSSETTI: «SU DI ME TUTTE BUGIE»

Bossetti ha ascoltato le parole di tutti scuotendo la testa, anche di un altro testimone che ha detto di averlo sentito dire che si voleva buttare «dal ponte di Sedrina». Bossetti è nuovamente intervenuto, questa volta con autorizzazione del giudice «Non è vero che ho mai minacciato di uccidermi, non è affatto vero, non ho mai detto di essere stato in crisi, e soprattutto non ho mai detto niente…». L’imputato ha poi aggiunto che Panzeri l’aveva soprannominato “favola” a causa di problemi nel loro rapporto di lavoro e che lui non frequentava la discoteca “Sabbie Mobili” nei pressi della quale venne trovato il corpo di Yara Gambirasio ma che andava al Gabbiano di Chignolo.