Banche, Renzi attacca: «Abbiamo rispettato le regole Ue. Come la Merkel, che spese 247 mld»

di Redazione | 18/12/2015

DISCORSO FINE ANNO MATTEO RENZI

«Trovo lunari le parole del commissario Hill quando dice che è stata l’Italia a decidere. Abbiamo una sua lettera e abbiamo fatto ciò che ci ha detto la Commissione». Il premier Matteo Renzi rispondendo a una domanda al termine del Consiglio Ue attacca duramente il commissario europeo ai Servizi finanziari, Jonathan Hill, sul tema delle banche e delle scelte del governo delle ultime settimane.

 

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BANCHE, RENZI: «IL SISTEMA ITALIANO PIÚ SOLIDO DI QUELLO TEDESCO»

«Abbiamo ricevuto una sua lettera – ha spiegato il premier – che ci diceva cosa fare e cosa no. L’Italia rispetta tutte le regole europee. Mette in gioco la propria reputazione nel rispettare l’Europa. Purtroppo in passato i governi italiani duravano meno di un gatto in autostrada. Ora invece è diverso, il rispetto delle regole è per noi un punto di onore».

«Il sistema, lo stato di solidità del sistema delle banche italiane, è migliore di quello tedesco. Io rappresento un Paese che rispetta le regole anche quando non le ho scelte io. Evitiamo comodi alibi. Quando Merkel spese 247 miliardi per salvare le sue banche lo fece nel rispetto delle regole. Allora si poteva. Trovo stravagante attribuire responsabilità alla cancelliera per questo. Io non c’ero e l’Italia non lo ha fatto».

VERTICE UE, RENZI: «NESSUN ATTACCO ALLA GERMANIA»

Renzi ci ha tenuto a sottolineare, a conclusione del vertice, che c’è stato «tutto tranne che un attacco alla Germania». «Ho posto delle domande alla cancelliera Angela Merkel, con la quale – ha detto il premier – ho un legame di amicizia e stima che non mi impedisce di formulare quesiti, dagli aeroporti greci al Northstream». Berlino «non appare come il donatore di sangue dell’Europa».

«In questi mesi – ha anche detto il premier nel conso della conferenza stampa – l’Italia ha fatto grandi riforme. Per questo, a testa alta, chiediamo che l’Europa cambi, che ci sia piu’ crescita, che sia piu’ attenta ai valori sociali e all’occupazione e non sia solo politiche tecniche, burocratiche o vincoli che appartengono al passato».

SFIDUCIA BOSCHI, RENZI: «BOOMERANG PER IL M5s»

Per quanto riguarda poi il voto alla mozione di sfiducia versi il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, Renzi ha commentato: «Leggendo l’intervento del ministro Boschi e le risposte in aula, mi pare del tutto evidente che si sia trattato di un clamoroso boomerang per il Movimento 5 stelle».

(Foto: ANSA / US / PALAZZO CHIGI / TIBERIO BARCHIELLI)