Ucraina, Siria, crisi economica: Putin vuota (un po’) il sacco

di Redazione | 18/12/2015

vladimir putin gionalisti

Vladimir Putin giornalisti

Nell’abituale conferenza stampa di fine anno il presidente russo ha parlato meno del solito, e ha dovuto ammettere diverse criticità che riguardano la politica internazionale, e soprattutto l’economia. La consuetudinaria esibizione di forza di Vladimir Putin è stata più debole del recente passato.

VLADIMIR PUTIN CONFERENZA STAMPA

Il rapporto con i media è spesso indicativo della traiettoria della presidenza di Vladimir Putin. Da ormai molto tempo il Cremlino organizza una conferenza stampa di fine anno, in cui va in scena un lungo show del presidente russo. Nel 2015 qualcosa però è cambiato. Vladimir Putin ha parlato meno del solito: circa 3 ore, mentre negli anni passati si superavano anche le 5. La conferenza stampa è stata dominata come tradizione dalla presenza di tanti giornalisti delle testate locali, che sfoggiano cartelli per farsi riconoscere dagli addetti stampa di Vladimir Putin. Poter fare una domanda al presidente per una piccola testata locale è considerato da molti media come un grande onore, come mostra l’entusiasmo di chi ha la possibilità di rivolgerla. I toni sono spesso di elogio, e le critiche quasi mai presenti. Vladimir Putin non vuole però dare un’immagine di sé simile a quella dei vecchi segretari generali del PCUS, e per questo permette la presenza di giornalisti stranieri, che pongono rilievi certo più scomodi rispetto alla media delle domande. Un reporter ucraino ha posto il quesito a cui è arrivata la risposta più interessante. Per la prima volta Vladimir Putin ha ammesso la presenza di soldati russi nel Donbass.

VLADIMIR PUTIN ECONOMIA

Fino alla conferenza stampa di fine 2015 il Cremlino aveva sempre negato, ufficialmente, attività militari dell’esercito russo in Ucraina. Dopo oltre un anno e mezzo di silenzio e bugie Vladimir Putin ha ammesso come ci siano agenti dell’esercito nell’area del Donbass governata dai secessionisti, anche se ha smentito la presenza di truppe regolari. Oltre all’Ucraina, altri temi di politica estera hanno evidenziato i dubbi di una parte dell’opinione pubblica russa nei confronti del presidente. Lo dimostrano le domande e le risposte sull’intervento in Siria, certo non celebrato da Putin. Al di là della solita dichiarazione muscolare rivolta ai “nemici” esteri, questa volta la Turchia, il presidente si è dimostrato più sulla difensiva del passato. La vera preoccupazione riguarda infatti l’economia, ancora in piena recessione. Le sanzioni occidentali e il crollo del prezzo del petrolio hanno colpito la Russia trascinandola in una crisi piuttosto difficile da superare. Le dichiarazioni di Vladimir Putin hanno evidenziato come questa debolezza sia avvertita anche al Cremlino. Il presidente ha ribadito solo che il punto più difficile della crisi sia stato superato, e ha detto che l’economia si riprenderà quando il prezzo del petrolio supererà i 50 dollari al barile. Al momento, una prospettiva molto ottimistica, come ammesso anche da Putin.

Photo credit: Kristina Afanasyeva/ABACAPRESS.COM