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ISIS, Onu annuncia: «sanzioni per chi fa affari col terrorismo»

L’Onu si muove contro l’Isis. Approvata all’unanimità una risoluzione che rafforza le sanzioni contro chi fa affari con lo Stato Islamico. Il testo, elaborato da Stati Uniti e Russia, punta a punire le finanze dell’ISIS con sanzioni e provvedimenti che dovrebbero nelle intenzioni mettere in pericolo i canali di raccolta fondi che  provengono in massima parte dalla vendita di petrolio. All’incontro hanno partecipato anche i ministri dell’economia del Consiglio di Sicurezza.

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ANSA/EPA/JASON SZENES

ISIS: BAN KI MOON: «SI AUMENTI LA COOPERAZIONE»

 

Ban Ki Moon, commentando l’approvazione della risoluzione 2253, di 28 pagine, spiegando come sia necessario contro l’ISIS «aumentare la cooperazione internazionale, espandere il programma contro i finanziamenti al terrorismo, lavorare a più stretto contatto con il settore privato. Non dobbiamo colpire migranti e rifugiati e le loro comunità di origine». Secondo Jacob Lwe, ministro del tesoro USA, è necessario «Impedire il flusso di denaro all’Isis impedisce loro di aver i soldi necessari per organizzare gli attacchi».

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ISIS: OBIETTIVO BLOCCARE IL DENARO E IMPEDIRE L’USO DI BANCHE INTERNAZIONALI

 

La risoluzione prevede che i Paesi membri riferiscano entro 120 giorni sulle misure adottate per impedire alle organizzazioni terroristiche, nella fattispecie l’ISIS, di accumulare denaro e di affidarsi a banche internazionali con un rafforzamento del monitoraggio da parte dell’ONU. Ban Ki-Moon dovrà inoltre presentare un rapporto strategico iniziale entro 45 giorni, rapporto che dovrà essere aggiornato ogni 4 mesi: «Ogni individuo, gruppo, impresa o entità che fornisce sostegno all’Isis o ad al Qaeda è soggetto alle misure restrittive imposte dalle Nazioni Unite, tra cui il congelamento dei beni, il divieto di viaggio e l’embargo sulle armi». Il documento invita poi i Paesi «ad agire con vigore e decisione per tagliare i flussi di denaro e le risorse economiche dei gruppi inseriti nella lista di sanzioni».

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