WhatsApp bloccata per 48 ore in Brasile

di Redazione | 17/12/2015

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Un giudice di San Paolo ha bloccato WhatsApp per 48 ore, la decisione è arrivata dopo numerose e inutili azioni giudiziarie delle compagnie telefoniche, che accusano la popolare app di pirateria e in sostanza di rubare loro il traffico dei messaggini, ma è scaturita da un contrasto tra il tribunale e l’azienda sull’accesso ai dati di un utente.

 

 

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IL BLOCCO DI WHATSAPP –

Un giudice di San Paolo, in Brasile, ha ordinato una chiusura di WhatsApp per 48 ore in tutto il paese a partire dalle 21 ora locale di giovedì sera (la mezzanotte italiana). La decisione di chiudere WhatsApp segue la pressione che da mesi alcune società di telecomunicazioni brasiliane stanno facendo sul governo e sui tribuanali, accusando WhatsApp per la riduzione dei contratti telefonici e di concorrenza sleale.  Whatsapp è usata dal 93% della popolazione brasiliana dotata di una connessione internet ed è particolarmente popolare tra i giovani e i meno abbienti, che usano la messaggistica gratuita e del servizio voce via web, risparmiando così sui costi telefonici.

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LA REAZIONE DI ZUCKERBERG –

Non l’ha presa bene Mark Zuckerberg, che  ha scritto che Facebook sta lavorando per convincere le autorità brasiliane per rimuovere il blocco: «Finora, Facebook Messenger è ancora attivo e può essere usato per comunicare. Questo è un giorno triste per il Brasile. Fino a oggi, il Brasile era stato un alleato nel creare un Internet aperto». Il blocco di WhatsApp non ha comunque a che fare con le iniziative giudiziarie delle compagnie telefoniche o con l’azione dei lobbisti che le sostengono, il proovvedimento del tribunale è una sanzione per il prolungato rifiuto da parte di Facebook di collaborare a un’indagine giudiziaria consegnando i dati di un utente, un presunto trafficante di droga secondo il quotidiano Folha di San Paolo. 

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