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Mozione di sfiducia, Renzi: «Vogliono solo attaccare il governo, trasformare il dibattito in show»

«Noi volevano votare subito, credo che andremo alla settimana prossima. Loro vogliono solo attaccare il governo, è l’ennesimo tentativo di trasformare il dibattito parlamentare in uno show». Risponde così, intervistato su Rtl, il premier Matteo Renzi sui tempi per la mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle per chiedere le dimissioni del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Per il governo – ha fatto sapere il presidente del Consiglio alla radio – «è ora di passare al contrattacco».

 

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RENZI: «CI SONO PARTITI CHE SI SONO FATTI LE BANCHE» –

Sul fallimento delle banche, Renzi ha rassicurato: «C’è problema grave e significativo su quattro istituti, noi abbiamo risolto al 99% e lo dico pensando al numero dei correntisti salvati. Ma il punto è che qualcuno è stato fregato, e chi ha truffato pagherà». «Bisognerebbe – ha aggiunto il capo del governo – fare un monumento a chi ha pensato al decreto».

Non sono mancate le frecciate agli avversari: «La commissione d’inchiesta – ha detto Renzi – chiarirà le responsabilità degli ultimi 10 anni. Noi non c’eravamo mentre ci sono partiti che si sono fatti le banche, ci sono state realtà pazzesche. Noi abbiamo deciso meno poltrone, meno cda, non guardiamo in faccia nessuna». E ancora: «Non accettiamo lezioni di trasparenza da nessuno».

Renzi si è poi espresso sull’elezione complicata dei giudici della consulta. «Credo che sia legata a dinamiche abbastanza strane, un blocco di veti e contro-veti che credo sarà risolto nelle prossime ore», ha detto il premier sull’empasse. Al conduttore del programma che parlava di «figura di m…», il premier ha replicato: «Condivido il giudizio».

A Rtl Renzi ha anche spiegato il motivo dell’impegno di 450 militari in Iraq a difesa della ristrutturazione della diga ad opera di un’impresa italiana, a Mosul. «Sul piano militare – ha detto il premier – facciamo le cose che servono davvero e la ristrutturazione della diga di Mosul è un punto chiave e noi passiamo farlo perché siamo tra i migliori al mondo. Obama l’ha detto, siamo un grande paese, smettiamo di piangerci addosso».

Infine, la politica estera: «Credo che finalmente abbia prevalso la nostra linea sul tornare a discutere con la Russia, ieri Kerry era con Putin. Credo che si andrà a rivedere, non nelle prossime ore ma mesi, il pacchetto di sanzioni e questo è molto importante. Ovviamente noi siamo sulla linea politica degli amici americani».

(Foto: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)