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Mafia Capitale, il pasticciaccio brutto delle intercettazioni che accusavano Daniele Ozzimo

Una lettera può fare la differenza, anche una semplice “n”, se è parte del dialetto romano parlato velocemente. A parlare in romanesco, in questo caso, è Salvatore Buzzi, uno degli imputati principali del Processo Mafia Capitale, che avrebbe detto al telefono, parlando di Daniele Ozzimo che “gli unici seri lì che pigliano i soldi so’ Ozzimo”.

Questo, il testo della trascrizione della intercettazione, poi alla base dell’ipotesi accusatoria di corruzione per la quale ieri, però, è stata chiesto il proscioglimento sia dalla difesa, sia dalla Procura della Repubblica. Perché – pare proprio che quella trascrizione fosse sbagliata – perché davanti a «pigliano» ci sarebbe una romanissima «n’» che sta per «non». Ora, dicono gli avvocati dell’esponente del Partito Democratico, spetterà al giudice decidere.

L’INTERCETTAZIONE CHE INGUAIAVA DANIELE OZZIMO RIASCOLTATA IN TRIBUNALE: CHIESTO IL PROSCIOGLIMENTO PER L’EX ASSESSORE

Il Tempo riassume quanto accaduto ieri in aula.

I legali dell’ex assessore alla Casa della giunta Marino sono riusciti a far cadere la seconda accusa chiedendo che venisse riascoltata, nel corso dell’udienza davanti al gup, un’intercettazione di Salvatore Buzzi del 29 luglio 2014. «Gli unici seri lì che pigliano i soldi so’ Ozzimo», aveva detto l’ex ras delle cooperative secondo quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare alla base della seconda “retata” di Mafia Capitale. Una frase in contraddizione con quanto affermato dallo stesso Buzzi nell’interrogatorio del 26 giugno scorso, quando ai pm dichiarò che «Ozzimo era l’unico del PD che non prendeva i soldi, l’unico».

La difesa ha chiesto e ottenuto di far riascoltare in aula l’audio dell’intercettazione: è una n’, come dicevamo, a fare la differenza.

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La contrazione, l’elisione, di “non” in dialetto parlato romano. Da cui risulterebbe, appunto, che Daniele Ozzimo sarebbe stato “l’unico” del Pd a non prendere soldi.

«In realtà», scrive l’avvocato dell’ex assessore Luca Petrucci nella sua memoria, «dall’ascolto diretto dell’intercettazione si sente come Buzzi parlando in dialetto dica “Gli unici seri lì che n’pigliano soldi so’ Ozzimo”».

E i Pubblici Ministeri del pool di Mafia Capitale (Petrucci, Ielo, Tescaroli) hanno convenuto: impraticabile una richiesta di condanna specifica per l’ex assessore.

Ex assessore che comunque rimane imputato. E per il quale, nel rito abbreviato, la procura di Roma ha chiesto due anni e due mesi di reclusione per corruzione per aver raccomandato a Buzzi una sua conoscente poi assunta per quattro mesi e per aver barattato la proroga il rinnovo delle proroghe dei servizi gestiti da Buzzi con il salvataggio di una cooperativa edile.