Il thailandese che rischia 15 anni di carcere per aver insultato il cane del re

di Alessio Barbati | 15/12/2015

Non c’è pace per l’operaio thailandese che rischia fino a 37 anni di carcere per aver “insultato il Governo” con un gruppo su Facebook. Alle accuse, oggi, si aggiunge anche quella di aver preso in giro il cane del re.

INSULTI ALLA CAGNETTA DEL RE –

Il reato di lesa maestà in Thailandia viene preso molto seriamente e rende illegale ogni tipo di critica, diffamazione o insulto ai membri della famiglia reale, punendola con un massimo di 15 anni di carcere per ogni capo d’accusa. Thanakorn Siripaiboon è stato accusato dal tribunale militare per aver fatto un post “sarcastico” su Tongdaeng, la cagnolina del re Bhumibol Adulyadej. Lodata per la sua fedeltà ed obbedienza, Tongdaeng è un membro della famiglia reale a tutti gli effetti. Adulyadej scrisse su di lei un libro illustrato e addirittura un film, “Khun Tongdaeng: The Inspiration”, arrivato secondo nella classifica degli incassi. “Khun” è un termine thai per indicare rispetto.

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LA DIFESA –

L’avvocato di Siripaiboon, Anon Numpa, ha dichiarato all’International New York Times che al suo assistito non è stato svelato l’insulto preciso che avrebbe rivolto all’animale. «Non avrei mai immaginato che si appellassero alla legge per il cane reale» ha detto «Non ha senso». L’argomento è talmente tabù che l’edizione locale dell’International New York Times, martedì ha rifiutato di pubblicare la notizia, lasciando uno spazio bianco al posto dell’articolo.

LA SITUAZIONE IN THAILANDIA –

Lasciando poco spazio alle discussioni su chi detiene il potere nella nazione del sud est asiatico, questa è la quarta volta che l’edizione locale rifiuta di pubblicare articoli in Thailandia, compresi quelli che descrivono gli scenari economici del paese.

Le condanne per lesa maestà hanno registrato un’impennata da quando i generali arci-monarchici arrivarono al potere nel maggio 2014. Ma mentre la giunta utilizza la lesa maestà per liberarsi degli oppositori, molti thailandesi guardano con nostalgia a quei tempi in cui era proprio il re ad incoraggiare le critiche, inclusa quella volta in cui, nel discorso per il suo compleanno (2005) accolse con favore le critiche in quanto “umano anche lui”.

Oggi Bhumibol ha 88 anni ed è il monarca più longevo al mondo. Ha esercitato grande influenza fin dai tempi della seconda guerra mondiale ed è visto come un’importante figura di arbitro in un paese in cui le divisioni politiche sfociano spesso in sanguinose rivolte. Ma le condizioni di salute precarie del re, hanno aumentato i livelli di incertezza sul futuro della nazione e in particolare sulla sua successione.