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La spiacevole verità sui 2,2 milioni di posti di lavoro creati dalla ripresa dell’eurozona

Posti di lavoro

, dall’inizio della ripresa a fne 2013 nell’eurozona sono stati creati due milioni e duecentomila posti di lavoro. Un dato che può sembrare incoraggiante, ma con molti punti in chiaroscuro: la doppia recessione tra 2008 e 2013 ne aveva cancellati 5 milioni e mezzo, e la creazione di nuova occupazione è molto disuguale tra le economie dell’unione monetaria.

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– La debolezza economica dell’Europa è segnalata dall’ancora elevato numero di persone che non hanno ritrovato un’occupazione dopo lo scoppio della crisi. La recessione creata dal crack finanziario di fine 2008, e la successiva crisi del debito sovrano del 2011 hanno avuto un impatto drammatico sul mercato del lavoro. Da ormai due anni è iniziata la ripresa: la crescita del Pil è ancora debole, ma la maggior parte delle economie dell’unione monetaria segnala incrementi della ricchezza nazionale. Grazie a questa ripresa sono stati creati 2,2 milioni di posti di lavoro, che rappresentano però solo il 40% circa dei 5,5 milioni e mezzo distrutti dalla doppia recessione, come rimarca un report della Bce. La nuova occupazione arriva piuttosto lentamente, specie se si paragona con la ripresa dell’economia americana dopo la crisi finanziaria del 2008. Se i nuovi di posti di lavoro fossero creati con l’attuale ritmo, il recupero completo dell’occupazione distrutta dalla crisi arriverebbe nel 2018. Ben 10 anni dopo l’inizio della recessione. La lentezza del recupero occupazionale non è però l’unico problema della ripresa del mercato del lavoro. In eurozona spicca la notevole differenza tra i singoli Paesi. Circa due terzi dei nuovi posti sono infatti stati creati solo in Germania e Spagna, la prima con 592 mila, l’altra con ben 724 mila.

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POSTI DI LAVORO EUROZONA

– La situazione tra le due economie è però praticamente opposta: da una parte la Germania ha un tasso di occupazione 5 punti sopra il livello precrisi, dall’altra invece i senza lavoro iberici sono ancora molto numerosi. L’economia iberica ha creato solo un quinto dei posti di lavoro distrutti nei Paesi in eurocrisi. La Bce rimarca come in Irlanda, Portogallo e Grecia siano stato creato un numero di posti di lavoro equivalente a quanto fatto dalle molte più grosse economie di Italia e Francia. Per l’Eurotower ciò indica come le riforme strutturali, in particolar modo la liberalizzazione del mercato del lavoro, abbia avuto effetti positivi. Per la Bce infatti la minor protezione dal licenziamento ha effetti positivi sulla creazione di nuova occupazione, come mostra anche la più forte ripresa degli Stati Uniti. Altro dato spiacevole della “ripresa” è rappresentato dal fatto che la nuova occupazione sia stata creata in settori diversi rispetto a dove sia stata distrutta. Questo riguarda in particolar modo l’edilizia, ma in parte vale anche per l’industria. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro è stata infatti creata nei servizi, come commercio, logistica e i cosiddetti business services, ovvero i callcenter, aziende di pulizia o di sicurezza per le imprese, e così via. Settori a bassa produttività, che spingono numerose persone ad accettare lavori per cui sono troppo qualificati.

Photo credit: CESAR MANSO/AFP/Getty Images