Banche, il piano del governo per la restituzione dei crediti

di Redazione | 12/12/2015

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All’indomani del botta e risposta tra l’Unione Europea e Bankitalia sulla situazione del crac delle quattro banche italiane e sul modo di restituire i soldi ai risparmiatori truffati, l’ipotesi dell’arbitrato continua a essere sul piatto. I rimborsi ai cittadini sarebbero valutati caso per caso, con la Consob a fare da giudice. Da Bruxelles era arrivato ieri il via libera alla proposta del governo, ma la Commissione Europea aveva sottolineato come l’opzione dei rimborsi di Stato un fosse percorribile. Nel dettaglio, il piano del governo si articola in tre mosse, illustrate da Enrico Marro in un articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera:

La riforma del credito che ieri il presidente del Consiglio ha invocato con «urgenza», al momento, prevede tre tappe. 1) Subito un emendamento alla legge di Stabilità per rimborsare in parte, con un non meglio definito «fondo con il contributo delle banche», i possessori di obbligazioni subordinate dei 4 istituti colpiti dalla procedura di risoluzione (Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti). 2) Un provvedimento, forse un decreto legge, dopo Natale per avviare la riforma delle Bcc, le 370 Banche di credito cooperativo, che, seguendo la loro stessa proposta di autoriforma, dovranno aggregarsi sotto una o più holding. 3) Un provvedimento, anche qui si parla di un decreto, da approvare prima possibile (ma i tempi dipendono dal negoziato con la commissione europea) sulla cosiddetta Bad bank, cioè il o i veicoli finanziari attraverso i quali liberare le banche dal peso delle «sofferenze»: i crediti verso soggetti in stato di insolvenza o equiparabile, che ammontano a 210 miliardi, pari al 10,3% dei finanziamenti concessi (erano il 3,8% nel 2008).

BAD BANK –

E l’ipotesi della bad bank?

Anche sulla partita più grossa, quella della bad bank, il governo è alla ricerca di un difficile compromesso con Bruxelles. Il nodo da sciogliere è sempre l’aiuto di Stato, perché la soluzione prevederebbe una garanzia pubblica di ultima istanza (Cassa depositi e prestiti). Il negoziato va avanti da mesi, non senza punte polemiche. Renzi è spazientito, quando pensa a ciò che l’Europa ha consentito agli altri. Alla fine del 2014, gli aiuti di Stato concessi alle banche ammontavano a 238 miliardi di euro in Germania, 52 miliardi in Spagna, 42 in Irlanda, 40 in Grecia, 36 nei Paesi Bassi, 28 in Austria, 19 sia in Portogallo sia in Belgio.

(Photocredit copertina: ANSA)

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