M5S, gli struggimenti d’amore su Facebook dell’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo

di Maghdi Abo Abia | 11/12/2015

Fabio Massimo Castaldo

Fabio Massimo Castaldo e l’amore, un rapporto conflittuale affidato dall’eurodeputato del Movimento 5 Stelle a Facebook. Un gesto forse inconsulto, considerato come il suo pensiero sia stato cancellato dalla rete dopo pochi minuti. Internet ha memoria e ha conservato l’atto d’accusa dell’eurodeputato nei confronti di Bruxelles e delle donne, incuranti della sua sofferenza nel stare al fianco del padre malato e in pericolo di vita, due espressioni dell’idea secondo cui si può passare sopra tutto e sopra tutti in nome del proprio egoismo.

FABIO MASSIMO CASTALDO: “POTEVO PORTARMELA A LETTO”

Fabio Massimo Castaldo sottolinea la sua differenza nei confronti degli altri, del mondo che lo circonda, in una città “nemica”:

Io non diventerò come voi in questa città chiamata Bruxelles, cuore malato di un’Europa malata, tutto sembra avere un fottuto prezzo. Una scelta, un atteggiamento, una carriera, un’ipocrisia. Anche un sentimento

Il messaggio è indirizzato a una ragazza con cui è uscito poche ore prima di aver scritto il suo messaggio e al pensiero che lei avrebbe riferito all’eurodeputato, immaginando un finale a sorpresa:

Stasera sono uscito con una donna fidanzata (non lo sapevo) e forse avrei potuto portarmela a letto. Eppure non ho neanche voluto tentare. Perché non è quello che voglio, non è quello che mi rende felice. A cosa sarebbe mai servito? A cosa serve pagare quel fottuto prezzo del compromesso con me stesso?

FABIO MASSIMO CASTALDO: “BISOGNA COMBATTERE”

La donna in questione, parlando di Bruxelles, è stata chiara: bisogna combattere

mi ha detto che in questo posto non basta avere passione o competenza. Bisogna avere l’istinto omicida, il killer instinct, il desiderio, la pulsione e lo spasmo di fare a pezzi il tuo compagno di viaggio, il tuo “amico”, colui che ti è vicino, finanche colui che ti ama con tutto sé stesso. Usarlo e manipolarlo per i tuoi scopi. Ammazzarlo per impedire che ti rubi il tuo spazio vitale, eliminarlo prima che lui elimini te

 

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FABIO MASSIMO CASTALDO, IL RICORDO DELLA SUA EX

Questo dialogo l’ha aiutato a capire un qualcosa accaduto in passato:

 

una donna che amavo se n’è data un’altra di risposta. Senza preavviso, senza rimorsi, senza scrupoli, senza mia colpa. Mi ha lasciato lì con mio padre malato ricoverato in un letto d’ospedale e prossimo a un’operazione.

Lui non si è rassegnato a questa decisione e nonostante la difficoltà dettata dai problemi di salute del padre, ha cercato un ricongiungimento vano:

L’ho pregata in ginocchio di ripensarci e di darmi un’altra opportunità, negando l’evidenza della ragione. Ho sputato sul mio orgoglio pur di credere in un sogno impossibile. Ma lei non ha esitato, neanche per un istante. Perché era chiaro nella sua mente il perseguimento dell’opportunità personale, del patologico narcisismo, dell’appagamento egoistico delle sue esigenze

FABIO MASSIMO CASTALDO: “IO NON SONO COME VOI”

In sostanza, un comportamento simile a quello che avrebbe raccomandato a Castaldo la ragazza con cui è uscito a Bruxelles. Pensa a te e non guardare in faccia a nessuno. Un atteggiamento che lui rifiuta ma non per mancanza d’ambizione:

Non ho mai desiderato cannibalizzare o calpestare il mio prossimo. Ho sempre voluto arrivare primo, si…lo confesso. Ma senza scorciatoie, correndo più veloce degli altri. Più veloce del vento, gettando il cuore oltre l’ostacolo. […] non voglio essere schiavo dell’ambizione e dell’attivismo fine a sé stesso. Non voglio dimenticare ciò che sono e ho sempre voluto essere […] per questo lotterò per andarmene via da qui un giorno con in testa l’idea di perseguire i miei sogni, quelli più intimi, quelli che coltivo sin da bambino, con la determinazione di raggiungerli con le mie sole forze, per il desiderio di essere amato per ciò che sono, non per ciò che ho. E con lo slancio di darmi a chi amerò, e mi amerà, con tutto me stesso. No. Io non diventerò come voi.

(Photocredit copertina ANSA/MASSIMO PERCOSSI)