Obbligazioni subordinate: Banca d’Italia spiega perché poteva andare pure peggio

di Redazione | 11/12/2015

Di chi è la colpa? Questa la domanda che aleggia nel day after del decreto salva-banche e delle polemiche che ne sono susseguite. Chi ha venduto? Chi non ha controllato? Da Banca d’Italia non ci stanno a passare per i cattivi. Ne parla il Corriere della Sera

OBBLIGAZIONI SUBORDINATE

E così Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, si toglie qualche sassolino dalla scarpa:

Davvero sono stati venduti prodotti inadatti ai risparmiatori?
«Vorrei fare una battuta se non ci fossero di mezzo eventi tragici».
Ormai l’ha detto .
«Prodotti inadatti e figli della cultura finanziaria anglosassone sono quelli che hanno dato luogo nel 2007 alla più grande crisi dal ’29 a oggi. La verità è che il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in tempi non sospetti ha chiesto di arrivare a vietare la vendita di obbligazioni subordinate agli sportelli in modo che solo investitori istituzionali potessero acquistarli e non i semplici risparmiatori».

Ma Banca d’Italia non poteva fare nulla?

Quindi erano inadatti. Voi non potevate intervenire?
«Non possiamo vietare di vendere questo o quel prodotto. Non abbiamo poteri così ampi. E ricordo che a vigilare sulla sollecitazione al risparmio è preposta un’altra autorità».

E non c’erano altri modi?

Bruxelles dice che vi ha dato tre alternative .
«Sì, la prima prevedeva la liquidazione delle banche, sa cosa significa?»
Ce lo dica lei .
«Oltre a mettere in gioco fino a 12 miliardi contro gli 800 milioni di oggi, azionisti, obbligazionisti di tutte le categorie e persino i depositanti sarebbero stati coinvolti. Non solo. Quando una banca fallisce chi ha chiesto un prestito o un mutuo viene chiamato a restituirlo immediatamente. Pensi cosa sarebbe accaduto alle migliaia di imprese clienti di quelle 4 banche…».