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Banche, arriva il fondo salva-obbligazionisti

Mentre non si placano le polemiche sul decreto salva-banche, che consentirà di salvare quattro istituti di credito quasi falliti, il governo ha trovato il compromesso che permetterà allo Stato di restituire fino a 100 milioni di euro almeno ad una parte degli obbligazionisti. Un arbitro finanziario separerà chi è stato truffato da chi ha speculato, salvando i risparmi di chi ha investito prima del 2014 con la garanzia di un basso rischio.

 

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BANCHE, ECCO IL FONDO –

Il fondo di garanzia dovrebbe valere non meno di 50 milioni, ma c’è chi ipotizza si possa arrivare a 100. L’esecutivo si dice sicuro che le misure siano compatibili con la legislazione eruopea. Ne parla Alessandro Barbera sulla Stampa:

Per essere chiari: una cosa è tutelare un risparmiatore a basso reddito, raggirato da un prospetto poco chiaro, o che ha investito in obbligazioni subordinate prima dell’entrata in vigore delle nuove regole europee. Altra cosa è aver consapevolmente sottoscritto quei titoli da gennaio 2014 in poi, o in ogni caso in cambio di rendimenti molto alti: basti dire che alla Popolare di Vicenza e a Veneto banca nei mesi scorsi sono circolate obbligazioni che valevano attorno al dieci per cento.
Insomma, il governo stanzia sì un fondo per risarcire i risparmiatori traditi, ma non distribuisce soldi a pioggia. A valutare i singoli casi ci penserà l’arbitro finanziario, un mini tribunale in cui siederanno cinque persone scelte dai consumatori, le banche, la Consob. Nasce per sostituire la Camera di conciliazione, un vecchio organismo che non ha mai funzionato perché non obbligava le banche a sedersi al tavolo; funzionerà invece come l’arbitro bancario, che oggi si occupa via Bankitalia di dirimere controversie legali sulla concessione di mutui o conti correnti.

(Foto di copertina: JEAN-SEBASTIEN EVRARD / AFP / Getty Images)