Matteo Renzi
|

Matteo Renzi: «La priorità è la distruzione dell’Isis»

«La distruzione dell’Isis è l’assoluta priorità». Così Matteo Renzi alla conferenza per il dialogo mediterraneo ha lanciato il suo messaggio contro lo Stato Islamico. E alla violenza dell’Isis non si deve rispondere con altra violenza ma serve un altro approccio: «La cultura non è l’unica arma ma è dialogo, confronto. E’ il sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo».

Matteo Renzi
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

MATTEO RENZI: «DOBBIAMO VINCERE UNA SFIDA CULTURALE»

Secondo Matteo Renzi «dobbiamo vincere questa sfida culturale di chi usa la religione e i suoi simboli per obiettivi nichilisti. Oggi gli Usa sono per la prima volta attraversati da una discussione in cui questo elemento viene usato per fini elettorali. Questa cosa non può essere usata per fini elettorali, è una negazione stessa dell’America. Bisogna indicare una strategia di lungo periodo, non possiamo più affidarci a reazioni istintive, emotive e di breve raggio. Serve un approccio diplomatico, di intelligence, di sicurezza e di cooperazione nel settore della difesa. Da questo punto di vista l’Italia è in prima fila».

 

LEGGI ANCHE: Renzi: «Non rincorro le bombe di altri. Non vogliamo una Libia bis»

MATTEO RENZI: «SERVE UNA COLLABORAZIONE TRA SERVIZI D’INTELLIGENCE»

La strategia quindi richiede una «collaborazione tra i servizi d’intelligence», ritenuta «cruciale per combattere il terrorismo. È priorità immediata combattere insieme- La collaborazione internazionale va rafforzata. Europa con Russia e Usa sono concordi nella necessità di respingere Daesh e lavorare a una soluzione di grande respiro strategico che non sia una soluzione last minute». Un’altra soluzione è quella di ampliare l’Unione Europea verso est: «vorrei che Albania e Serbia possano essere al piu’ presto parte dell’Europa». E a proposito di Mediterraneo, Matteo Renzi cita Giorgio La Pira: «Il Mediterraneo è un prolungamento del lago di Tiberiade, è il luogo dove è cresciuta la civiltà. Spero non sia il luogo dove si perde la civiltà, come mi viene da pensare quando sento le allucinanti reazioni di alcune parti politiche di fronte all’arrivo dei nostri fratelli e sorelle che fuggono dalla guerra».

MATTEO RENZI: «L’ITALIA CONTINUA A SALVARE VITE UMANE»

A proposito di Mediterraneo, Matteo Renzi ribadisce che l’Italia continuerà a salvare i migranti: «Non potrete mai chiederci di rinunciare a quello che siamo. Anche se ci dovesse costare una perdita di voti, non perderemo mai la nostra dignità. Per questo continuiamo a lavorare per salvare anche una sola vita umana, e lo dico oggi nel giorno del dato dei bambini, 700, morti nel Mediterraneo. L’Italia continuerà a fare quello che può fare, anche prendendosi critiche e insulti dei partner europei. Ma possiamo perdere voti, non la nostra anima. Per questo – ha aggiunto Renzi – la cultura come riferimento di orgoglio e riferimento delle nostre radici è quanto di più grande possiamo offrire a questa discussione».

MATTEO RENZI: «PER IL FUTURO SERVE STABILIZZARE L’IRAQ E ADDESTRARE I PESHMERGA CURDI»

 

Secondo Matteo Renzi il futuro della Siria passa da una transizione da realizzarsi insieme alla «stabilizzazione dell’Iraq, avviare un accordo politico Libia». Per il Presidente del Consiglio è necessario anche lavorare a «politiche di de-radicalizzazione dei foreign fighters di ritorno» oltre a confermare l’impegno dell’Italia in Libano, l’addestramento dei Peshmerga curdi e delle forze di polizia irachene: «Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che vestono una divisa italiana, della loro dedizione, tenacia, competenza e passione». Le esperienze passate però ci dicono, continua Renzi, «che gli interventi militari, necessari, non sono risolutivi se non sono inseriti in una strategia di lungo percorso. Per questo è fondamentale rafforzare la cooperazione con i Paesi chiave: nell’area del Libano, nella leadership straordinaria del Re di Giordania, e gli italiani devono sapere che il Regno di Giordania ospita almeno sette volte i profughi che ospitiamo noi e lo fa con forza ed energia di cui la comunità internazionale dovrebbe essere molto più grata e riconoscente».

(Photocredit copertina ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)