Sicurezza, 2 mld di costi in più: il governo porterà il deficit al 2,4% senza attendere l’Ue

di Redazione | 08/12/2015

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Per coprire le maggiori uscite per le nuove misure per la sicurezza, il governo italiano sarebbe orientato a portare nel 2016 il deficit al 2,4% (come già autorizzato dal Parlamento). Secondo fonti della maggioranza citate dalle agenzie di stampa il pacchetto non arriverebbe in due tempi e non avrebbe, così come l’Ires, il vincolo del via liberadell’Unione Europea alle clausole di flessibilità. Nel dettaglio, l’intero pacchetto dovrebbe contenere misure per la sicurezza e per la cultura, e dovrebbe valere, come annunciato dal presidente del Conisglio Matteo Renzi, circa 2 miliardi.

 

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SICUREZZA, RISORSE PER 2 MLD SENZA L’OK DELL’UE –

A quanto si apprende dunque l’esecutivo sarebbe intenzionato ad utilizzare le nuove risorse, per 2 miliardi, senza attendere di avere l’ok dell’Europa alla richiesta di maggiore flessibilità sulla gestione dei conti pubblici, che dovrebbe comunque arrivare a primavera con il vaglio definitivo della manovra da parte di Bruxelles. Attualmente il quadro macroeconomico tiene già conto della richiesta di flessibilità per le riforme (un ulteriore 0,2%) e per gli investimenti (0,3%), ma non per l’emergenza migranti, per la quale l’Italia ha chiesto un altro 0,2% di flessibilità, che vale circa 3,3 miliardi.

In questo caso l’Italia, come anche altri Paesi, chiede di attivare la clausola prevista per «eventi eccezionali», quali appunto l’ondata migratoria dell’ultimo anno o l’emergenza sicurezza seguita agli attentati del 13 novembre a Parigi. Dopo gli attentati terroristici in Francia e l’annuncio di Renzi di misure straordinarie per la sicurezza, il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan aveva spiegato in Parlamento che si sarebbero orientate verso questo capitolo le risorse aggiuntive inizialmente chieste per far fronte all’emergenza migranti. Anche per questo in un primo momento si era profilata l’ipotesi che il pacchetto sicurezza potesse arrivare in due tempi, alcune misure subito e il grosso rimandato al via libera europeo alla flessibilità. Poi c’è stata un’accelerazione.

SICUREZZA, RELAZIONE AL PARLAMENTO –

Ora l’orientamento sarebbe quello di finanziare subito l’intero pacchetto, portando il deficit dal 2,2% al 2,4% senza aspettare l’ok di Bruxelles. Il governo dovrebbe presentare una relazione al Parlamento, senza votazione, solo per comunicare la variazione rispetto all’ultima nota di aggiornamento al Def, la scelta di utilizzare per intero lo spazio di deficit già autorizzato dal Parlamento. A quanto si apprende dalle fonti della maggioranza citate dalle agenzie la decisione avrebbe suscitato comunque perplessità al ministero dell’Economia, dove restano in piedi anche altre soluzioni. Ad esempio la possibilità di ricorrere a una clausola di salvaguardia in attesa del via libera europeo.

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)

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