Il lanciarazzi puntato su Istanbul riaccende lo scontro tra Putin e Erdogan

di Andrea Mollica | 08/12/2015

Putin Erdogan

Putin Erdogan

, lo scontro tra la Russia e la Turchia prosegue tra nuove provocazione e successive proteste formali. Il governo di Ankara ha richiamato l’ambasciatore russo dopo che un militare russo ha puntato un lanciarazzi contro Istanbul, mentre la sua nave, la Caesar Kunikov, attraversava lo stretto del Bosforo.

RUSSIA TURCHIA

– Il ministro degli Esteri della Turchia ha accusato la Russia di aver provocato in modo grave il suo Paese, riferendosi alle immagini trasmesse dalla TV pubblica. Un servizio televisivo ha infatti ripreso un tecnico di una nave della marina russa, Caesar Kunikov,che supporta gli sbarchi e le operazioni militari dell’esercito, mentre teneva sulle spalle un lanciarazzi durante l’attraversamento dello stretto del Bosforo. Una simile manovra è una provocazione che deve concludersi, ha rimarcato il capo della diplomazia di Ankara, Mevlüt Cavusoglu, invitando la Russia a comportarsi in modo più maturo e consono alle relazioni internazionali. In seguito alle dure accuse rivolte da Cavusoglu il ministero degli Esteri ha richiamato formalmente l’ambasciatore russo in Turchia per chiedere spiegazioni su questo nuovo episodio di tensione tra i due Paesi. Nelle immagini televisive si può notare come un militare russo stazionato sulla Ceasar Kunikov, una nave da 112 metri che ha una velocità massima di 32 chilometri orari, tenga un lanciarazzi, potenzialmente in grado di sparare su Istanbul durante l’attraversamento del Bosforo. Lo stretto è l’unica via per la flotta navale russa stazionata nel Mar Nero di raggiungere il Mediterraneo così come altre acque internazionali.

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RUSSIA TURCHIA SANZIONI

– Le relazioni tra Ankara e Mosca si sono deteriorate dallo scorso 24 novembre, quando un F15 dell’aviazione turca ha abbattuto un caccia russo. Il Sukhoi Su-24 colpito era stato avvertito di aver invaso lo spazio aereo della Turchia, e di abbandonarlo per non esser abbattuto. La Russia ha però negato la circostanza addotta dal governo di Ankara, rimarcando come il caccia della sua aviazione volasse a 5 chilometri dai confini dello spazio aereo turco, all’interno di quello siriano. L’abbattimento è costato la vita a un pilota russo, e il grave ferimento di un altro. L’episodio ha portato a uno scambio di accuse durissime tra Russia e Turchia, con una ferma reazione da parte di Mosca, che ha adottato numerose sanzioni economiche contro il governo di Ankara. La Russia ha vietato l’importazione di prodotti agricoli turchi, così come ha vietato ai suoi operatori turistici e alle compagnie aeree di effettuare viaggi turistici verso il Paese di Erdogan. Lo scontro in corso appare motivato, oltre che dall’abbattimento del caccia russo, anche dalla radicale differenza di strategia dei due Paesi verso la Siria. La Russia è intervenuta in Siria per difendere il regime di Assad, mentre la Turchia è uno dei più accesi avversari di Damasco. Il Sukhoi abbattuto volava sopra territori dei turkmeni siriani, una minoranza sunnita di origine turche che l’esercito di Ankara supporta dall’inizio della ribellione contro Assad.