M5S: il Bugani-gate scuote anche Parma

di Redazione | 08/12/2015

federico pizzarotti

Non poteva mancare l’opinione di Federico Pizzarotti nel bailamme seguito alla candidatura a Bologna di Massimo Bugani, non scelto da nessuno se non dai vertici milanesi.

COSA HA DETTO PIZZAROTTI

Ecco cosa ha detto, ripreso da La Repubblica

«Servono regole chiare, non possiamo continuare a scegliere i candidati con metodi diversi in ogni città. A Roma si fa in un modo, a Bologna in un altro, a Milano e Torino in un altro ancora». Dopo alcuni parlamentari, è Federico Pizzarotti a schierarsi al fianco dei ribelli bolognesi contro il candidato sindaco calato dall’alto Massimo Bugani. Il primo cittadino di Parma chiede al Movimento uno scatto in avanti, verso quello che negli altri partiti sarebbe un congresso e che per i 5 Stelle è «un meetup nazionale per ridefinire le nostre regole, un luogo di confronto fisico in cui incontrarsi a scriverle».

Non lesina frecciatine decisamente cattive, il primo cittadino di Parma

«Non è possibile – spiega il capogruppo di Parma Marco Bosi, stretto collaboratore di Pizzarotti – che i consiglieri di Livorno vengano espulsi dallo staff di Milano per email, o che per difendere Bugani a Bologna arrivi Di Maio. “Candidato naturale” lo diceva Berlusconi di Alfano: non possiamo diventare come Forza Italia». E a proposito del partito di Silvio Berlusconi avverte: «Il consenso creato in televisione evapora in fretta se ai banchetti per la strada non ci va più nessuno».

Pizzarotti non era stato l’unico a storcere il naso per il Bugani-gate

«Quindi non contesteremo mai più il listino bloccato scelto dalle segreterie di partito?», sbotta su Facebook la senatrice Elisa Bulgarelli e con lei lo sfidante Lorenzo Andraghetti (ma in panchina ci sarebbe anche un terzo candidato), a cui si aggiungono i novanta firmatari della petizione che chiede “partecipazione e trasparenza”, appellandosi allo statuto. Dall’altra parte, i fedelissimi di Bugani rilanciano la #cura5stelle e applaudono alle espulsioni di Livorno, invocando anche qui l’intervento dei “garanti”. […] «Io credo che nel Movimento ci siano due grandi correnti – ragiona la Bulgarelli -. Chi sostiene che qualunque cosa va bene pur di arrivare al potere e chi crede che devi dimostrare in corso d’opera come ti comporterai: con coerenza e trasparenza».