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Salva-banche, cosa farà il governo per i risparmiatori che hanno perso tutto

Provvedimento salva-banche. Il governo ha posto i paletti per l’intervento con un fondo di solidarietà in favore dei circa 130mila risparmiatori che avevano investito soldi nelle obbligazioni di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, e che hanno perso il loro capitale. Il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha ribadito l’impegno dell’esecutivo ad intervenire, ricordando che l’operazione non è semplice perché potrebbe inciampare in una procedura europea per aiuti di Stato illegittimi.  Spiega oggi Il Messaggero:

Innanzitutto il Tesoro metterà poche risorse, la maggior parte dei fondi per “ristorare” i sottoscrittori delle ormai famigerate obbligazioni subordinate, dovranno arrivare dal sistema bancario. Morando non ha chiarito quale sarà l’importo a disposizione, ma si continua a ragionare su una cifra attorno ai 100 milioni di euro. La quota parte delle banche dovrebbe essere di un’ottantina di milioni, mentre il governo stanzierebbe soltanto 20 milioni. Morando ha poi frenato su un intervento «orizzontale», ossia esteso a tutti i sottoscrittori. Ha difeso invece l’impostazione dell’emendamento Pellino, che prevede che ad ottenere il rimborso siano soltanto coloro che, a causa delle perdite, versino in condizioni di «indigenza». Ma a sorpresa il vice ministro ha rilanciato anche la proposta Zanetti, quella di un credito d’imposta sulle perdite da dedurre anche dall’Irpef, oltre che, come avviene oggi, solo dalle future plusvalenze su altri investimenti. Una soluzione che potrebbe risultare più digeribile per l’Europa.

 

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SALVA-BANCHE, LA ROAD MAP DEL GOVERNO –

Per quanto riguarda lo stanziamento di 100 milioni ipotizzato, va sottolineato che esso servirebbe a rimborsare solo il 30% delle perdite subite dai piccoli investitori, che avevano sottoscritto obbligazioni per 300-300 milioni. Non è poi ancora chiaro quale soglia d’investimento il governo stabilirà per delimitare i piccoli risparmiatori. Non si conoscono, insomma, i requisiti per accedere al fondo di solidarietà. Si legge ancora sul Messaggero:

La proposta parlamentare depositata alla Camera, sulla quale Morando ha indicato il gradimento del governo, non indica quali dovranno essere le caratteristiche per accedere al fondo. Tutto è rimandato ad un successivo decreto attuativo. Delle trattative in realtà, già sarebbero in corso. Ma la soglia potrebbe essere fissata tra i 30 e i 50 mila euro. I nodi saranno comunque sciolti soltanto nei prossimi giorni. Ieri la Commissione ha votato, bocciandoli, solo gli emendamenti con parere negativo. Quelli accantonati, tra i quali sarà individuata la soluzione, saranno esaminati nei prossimi giorni. Anche perché è probabile che prima il governo voglia chiudere un accordo con Bruxelles.

(Foto di copertina: Sean Gallup / Getty Images)