Cosa succede a Camparada: il paese dove si lasciano teste di maiale contro i migranti

di Stefania Carboni | 04/12/2015

testa di maiale contro migranti

Quattro teste di maiale con una scritta “no immigrati” sono state lasciate davanti a un convento dove sono attesi circa una cinquantina di immigrati. Succede a Camparada, nel cuore della Brianza, dove l’arrivo dei migranti divide il paese da giorni.

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CAMPARADA E LE TESTE DI MAIALE CONTRO I MIGRANTI

– A dispetto delle cifre diffuse sui media secondo il prefetto la struttura accoglierà una trentina di richiedenti asilo. Fino a due anni fa il convento ospitava alcune suore anziane che sono state trasferite poi in un altro luogo. Nel paesino la polemica sta diventando però  tutta politica. La Lega Nord si è scagliata contro la sindaca di centro sinistra Giuliana Carnel. «Ci sono delle regole umanitarie da rispettare, come il diritto all’asilo politico che è garantito e dalla Costituzione Italiana», ha spiegato la prima cittadina seguita però solo da una parte della cittadinanza. L’altra è sostenuta da altre fazioni politiche.
Riporta il Giorno:

Progetto per Camparada, il listone del centrodestra, ha organizzato un’assemblea nell’aula del Comune. Domani, stessa aula, stessa ora, si terrà quella convocata dalla sindaca Giuliana Carniel (centrosinistra) per informare i suoi concittadini su come stanno le cose.
Considerando l’aria che tira, ha richiesto al Prefetto la presenza di un suo rappresentante, dei carabinieri e della cooperativa che gestirà i profughi.
“Una parte della minoranza – racconta Carniel – sta sollevando un polverone e mescolando pensieri razzisti a carattere nazionale con temi locali, con il preciso intento di spostare l’attenzione dal carattere umanitario della questione a quello di propaganda di partito”.
“Il razzismo non c’entra. Dico solo che né l’ex edificio delle suore né il paese sono adatti ad ospitare profughi, tanto più ora che i fatti di Parigi hanno allarmato la gente – racconta Fabio Meroni (Lega Nord), consigliere di Progetto per Camparada – Avevo chiesto io di fare assemblea. Visto che il sindaco non si decideva noi abbiamo organizzato la nostra”.

CAMPARADA E IL PAESINO VICINO CON GLI IMPIANTI FUORI NORMA

– Non solo: i richiedenti asilo di un paesino vicino, Correzzana (amministrata da una giunta di centro destra assieme alla Lega Nord) rischiano di esser trasferiti a Camparada. Perché? Perché il locale in cui sono state messe 20 persone non sarebbe a norma. La struttura di Camaparada a pieno regime può ospitare anche 100 persone mentre a Correzzana (ripetiamo governata dal centrodestra) i tecnici della Asl hanno trovato una situazione raccapricciante. L’accoglienza dei migranti è frutto di un accordo tra il privato proprietario dell’immobile e il Consorzio comunità Brianza che lavora con la prefettura. Una soluzione da sempre mal digerita dall’amministrazione comunale. Riporta la testata locale IlCittadino Mb:

I tecnici dell’Azienda sanitaria locale sono sì passati in via Marconi lo scorso 20 luglio (alla presenza di un referente del Consorzio). E hanno trovato uno scenario che definire fuori norma è forse riduttivo. In pratica l’Asl ha riscontrato nei locali delle difformità quantomeno clamorose visto che l’appartamento è completamente diverso rispetto alle planimetrie custodite nell’ufficio tecnico comunale.
Al piano terra sono spariti disimpegni, corridoio e studio: oggi c’è solo un grande locale. La scala d’accesso al sottotetto e al piano interrato non esistevano sulle piantine, ma oggi ci sono. nel sottotetto, dichiarato «abitabile» nei documenti tecnici senza altre indicazioni, sono state ricavate tre camere da letto , ognuna con bagno annesso; nel piano sotterraneo (da adibire al massimo a cantina, lavanderia o box), c’è un bilocale con camera da letto e soggiorno/cucina.
Una situazione fuori dalle regole per l’Asl visto che nel sottotetto non ci possono essere camere da letto poiché si tratta di un locale privo dei corretti rapporti illuminanti

In un paese di duemila anime ci si scontra quindi per ospitare 30 migranti. Parte della cittadinanza non vuole aprire le porte a una struttura che potrebbe rischiare di ospitare altri richiedenti asilo perché le altre “soluzioni”, nei paesi vicini governati da altre fazioni politiche, non rispettano “standard umani”. Tutto chiaro no?

(in copertina foto ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)