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Quello che occupa la casa di un disabile e lo massacra con una spranga

«Mi offri un caffè?». Una domanda banale rivolta a un uomo 55enne disabile psichico che non avrebbe mai immaginato come una risposta affermativa avrebbe dato il via al suo calvario. Un 50enne, pregiudicato e tossicodipendente, si è presentato a casa sua a Saronno come un amico e si è piazzato lì per mesi sottoponendolo a ogni sorta di violenza, fino a spezzargli una gamba con una spranga e a lasciarlo agonizzante in terra per una notte.

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ANSA/GIUSEPPE LAMI

OCCUPA LA CASA DI UN AMICO, LE MINACCE E LA VIOLENZA

Il giorno dopo l’uomo ha chiamato il 118 costringendo la sua vittima a dire di essere stato investito da un’automobile. I carabinieri non hanno creduto a questa storia e hanno arrestato l’aguzzino “salvando” la vittima. L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere a causa della sua pericolosità sociale con l’accusa di lesioni plurime aggravate, sequestro di persona, minacce e maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto raccontato dal Corriere della Sera

Il pestaggio, ultimo di una serie di maltrattamenti, è avvenuto due settimane fa a Saronno (Varese). I maltrattamenti, secondo quanto si apprende, andavano avanti da mesi. Botte, minacce, tagli con coltelli e ore trascorse chiuso in una stanza senza poter uscire sono alcuni esempi delle angherie subite dalla vittima. Il 26 ottobre scorso, infine, dopo aver tentato di cacciare di casa il suo carceriere per l’ennesima volta, il 55enne disabile è stato aggredito con un coltello e una spranga. Ferito alle braccia e al collo, è stato lasciato una notte intera sanguinante sul pavimento, con una frattura esposta alla tibia, una frattura al braccio e tre costole rotte.

 

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OCCUPA LA CASA DI UN AMICO, INTERVENGONO LE FORZE DELL’ORDINE

L’aggressore la mattina dopo ha chiamato il 118 raccontando che l’amico era rimasto vittima di un investimento da parte di un pirata della strada:

«Dì così anche tu o ti ammazzo», ha minacciato. Il 55enne ha mentito ai carabinieri, che per fortuna non gli hanno creduto. Operato d’urgenza e con una prognosi di quaranta giorni, il disabile si è poi finalmente confidato grazie alla collaborazione di sua sorella e sono scattate le manette per l’ aggressore che, nonostante tutto, era rimasto a vivere a casa della sua vittima