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Pistorius torna in carcere? In appello la condana diventa omicidio volontario

Oscar Pistorius era da poco uscito dal carcere per scontare ai domiciliari quel che gli resta della condanna a 5 anni per l’omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp, ma ora forse ci dovrà tornare, perché un giudizio d’appello lo ha ritenuto responsabile di omicidio volontario, punito molto più severamente.

Reeva Steenkamp
Reeva Steenkamp

PISTORIUS TORNA IN PRIGIONE –

Non hanno fatto in tempo a lamentarsi sudafricani scontenti della liberazione di Oscar Pistorius, finito ai domiciliari dopo aver scontato meno di un anno dei 5 ricevuti come condanna per l’omicidio colposo della fidanzata, perché dopo pochi giorni è giunto il giudizio d’appello che invece ha riconosciuto il campione sudafricano colpevole di omicidio volontario, un’accusa punita molto più severamente.

UN PROCESSO STORICO PER IL SUDAFRICA –

Oscar Pistorius uccise la fidanzata Reeva Steenkamp la sera del 13 febbraio del 2013, sparando 4 colpi che la crivellarono attraversando la porta del bagno. Secondo l’ex campione olimpico e paraolimpico, diventato famoso per i risultati ottenuti nonostante la mancanza di parte degli arti inferiori, quella notte di San Valentino fece fuoco pensando che in bagno ci fossero dei ladri. I giudici in primo grado gli hanno creduto, quelli d’appello evidentemente no, come non gli ha creduto la procura che ha fatto appello opponendosi al primo giudizio, considerato troppo clemente, anche perché secondo la procura la coppia aveva avuto una lite e diversi testimoni avevano di aver sentito dei rumori provenienti dalla casa prima della sparatoria. Circostanza incompatibile con la ricostruzione di Pistorius, che ha detto di essersi svegliato e che quindi lui dormiva e credeva che stesse dormendo anche l’uccisa, che però non era nel letto accanto a lui, ma in bagno.

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COSA È CAMBIATO IN APPELLO PER PISTORIUS –

Secondo la sentenza d’appello in primo grado si è sbagliato a scartare l’ipotesi del dolo eventuale, che entra in gioco quando si commettono azioni che hanno buona probabilità di recare danno a qualcuno, come ad esempio crivellare di colpi una porta dietro la quale si sa esserci una persona. Secondo i 5 giudici d’appello Pistorius non ha «fornito una spiegazione accettabile» per il fatto di aver sparato quattro volte attraverso una porta chiusa» pur se «era chiaro che la persona dietro quella porta non costituiva per lui una minaccia immediata». La mancanza di una minaccia immediata esclude l’uso della forza letale e la chiamata in causa della legittima difesa, pur putativa, e unita all’evidente esistenza del dolo eventuale e non della semplice colpa, non poteva portare che a una condanna per omicidio volontari.

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