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Il fungo che minaccia d’estinguere la banana

La maggior parte delle varietà di banane conosciute non ha semi, per moltiplicarle si prende un pezzo di banano, si pianta, ed ecco un altro banano. Banano geneticamente identico e per questo intrinsecamente indifeso nei riguardi di malattie e attacchi mortali, come quello portato dal Panama Disease, il fungo che ha estinto la banana più buona del mondo e che ora attenta alla sopravvivenza della sua sostituta.

Gli effetti del fungo sulle piante
Gli effetti del fungo sulle piante

 

LA BANANA A RISCHIO D’ESTINZIONE –

È il quarto frutto più venduto al mondo, fonte di sostentamento per una miriade di comunità africane e il suo commercio muove un fatturato di 13 miliardi all’anno, tutto concentrato o quasi su un’unica varietà di banana, la Cavendish, che copre il 99% del mercato. Che ora è a rischio d’estinzione perché minacciata da un fungo, noto come Panama Disease, anche se a Panama per ora e per fortuna non s’è visto.

LA BANANA CHE C’ERA UNA VOLTA –

La Cavendish è considerata la varietà di banana migliore e più gustosa, ma non è stato sempre così, fino agli anni ’60 esisteva una varietà di banana denominata Gros Michel, che rispetto alla Cavendish era più grossa, cremosa e si conservava pure meglio. Poi il Panama Disease investì le piantagioni, finendo sostituita dalla Cavendish, che tra le que qualità aveva quella di resistere al fungo. E che ora non ce l’ha più. Esistono centinaia di varietà del frutto, ma ben poche possono vanrtare le qualità necessarie a rimpiazzare sul mercato le Cavendish, vuoi per il gusto, i tempi di maturazione o le necessità di conservazione, moltissime hanno semplicemente un gusto che non è quello tanto apprezzato e per di più nessuno sa qunato possano resistere all’attacco del fungo, che non si può contenere con le quarantene e che finora si è dimostrato refrattario a qualsiasi rimedio.

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LA BANANA CHE STA PER SPARIRE –

Secondo uno studio pubblicato su PLOS Pathogens il fungo ha sviluppato un nuovo ceppo denominato Tropical Race 4 che si sta diffondendo a grande velocità nelle piantagioni di tutto il mondo, tutte geneticamente identiche. Se fino al 2013 l’infezione era stata contenuta in Asia, negli ultimi due anni si è estesa al Medio Oriente, all’Africa e all’Australia nonostante gli sforzi per contenere il contagio. Un fallimento delle misure di contenimento che fa ritenere che sia solo questione di tempo perché il fungo arrivi anche nelle Americhe, dove si coltivano i 3/5 della produzione mondiale e provochi con il tempo l’estinzione delle Cavendish. Per di più il fungo infesta le piante dalle radici e può rimanere per anni nei terreni destinati alla coltivazione. Per la pianta, che non può evolvere e sviluppare difese, il destino sembra quindi segnato, anche i tentativi di svilupparne una varietà geneticamente modificata e capace di resistere al Panama Disease per ora non hanno dato risultati.