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Giubileo 2015, la Porta Santa va in tv in mondovisione e in Ultra-HD

Papa Francesco aprirà l’8 dicembre la Porta Santa di San Pietro, marcando l’inizio del del Giubileo 2015: sarà l’atto inaugurale dell’Anno Santo della Misericordia indetto dal pontefice argentino e il Centro Televisivo Vaticano è in primissima linea per trasmettere l’evento in mondovisione, attraverso una tecnologia di punta che è stata presentata oggi in una conferenza stampa alla filmoteca vaticana. L’intera cerimonia di apertura del Giubileo sarà diffusa via satellite in Ultra HD 4K, per la gioia di chi abbia un televisore in grado di supportare questa tecnologia.

GIUBILEO, L’APERTURA DELLA PORTA SANTA SARÀ TRASMESSA IN MONDOVISIONE E IN ULTRA HD

L’evento sarà normalmente trasmesso dalle televisioni sugli ordinari circuiti: la novità, però, è che il segnale che arriverà nelle case in definizione standard (dunque nelle normali televisioni) e in alta definizione sarà un segnale “scalato” in tempo reale da una trasmissione lanciata direttamente in piazza San Pietro in versione Ultra HD 4K, il massimo della tecnologia attualmente possibile, verso i satelliti della piattaforma Eutelsat e diffusa in mondovisione. Si tratta del primo esperimento di questa portata, una scelta ambiziosa da parte del Centro di produzione televisiva del Vaticano.

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Così, chi è in possesso di una piattaforma satellitare Tivùsat e chi abbia un televisore di ultimissima generazione potrà guardare la cerimonia di apertura del Giubileo come se fosse in piazza San Pietro. Durante la cerimonia dell’8 dicembre saranno piazzate nei dintorni di Papa Francesco ben come 19 telecamere fornite da Sony, partner tecnico del Centro Televisivo Vaticano, che utilizzerà per riprendere l’evento due mezzi mobili OB VAN recentemente aggiornati e riequipaggiati per l’occasione.

L’intento del Centro Televisivo Vaticano è quello di “mettere la tecnologia al servizio della potenza del messaggio del Magistero del Papa”, dichiara Stefano d’Agostini, direttore tecnico del CTV; ed è Monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria pontificia per la Comunicazione (l’organismo che per ordine di Papa Francesco da quest’estate accorpa la Radio Vaticana, l’Osservatore Romano, il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali) a spiegare a Giornalettismo il senso di questa iniziativa che è insieme tecnologica e pastorale: “Consegniamo certamente alla storia un documento di grande raffinatezza tecnologica, e la storia fra 20 o 50 anni si farà su documenti audiovisivi; e significa anche poter permettere a chi non viene a Roma una fruizione molto immersiva, molto vicina. Chiaramente questo evento non è una rincorsa tecnologica perché questo evento sarà distribuito anche in Hd e in standard definition, e abbiamo pensato a dei punti di visione anche in luoghi della sofferenza: abbiamo quasi chiuso l’accordo con un’ospedale qui a Roma, in un carcere a Milano e speriamo anche in Terrasanta”.