La donna che ha provato a vendere il figlio per 300 dollari

di Redazione | 02/12/2015

Dramma della povertà in Sudafrica, dove una giovane madre va a processo per aver tentato di vendere il figlio.

Il tribunale di Pietermaritzburg (fonte publiceyemaritzburg.co.za publico dominio)
Il tribunale di Pietermaritzburg (fonte publiceyemaritzburg.co.za publico dominio)

 LA GIOVANE CHE VOLEVA VENDERE IL FIGLIO –

Vent’anni, ha ammesso davanti a una corte sudafricana, quella di Pietermaritzburg, d’aver tentato la vendita di suo figlio. La giovane era rimasta incinta ancora diciassettenne, quando già aveva lasciato la scuola, indecisa su quale dei due ragazzi che frequentava all’epoca fosse il padre.

L’ABBANDONO E POI LA DECISIONE –

Uno dei due le tolse l’imbarazzo sparendo, l’altro invece si offrì di contribuire al suo mantenimento con un centinaio di euro al mese. Poi nel 2015 i due litigano, lui chiede l’esame del DNA e scopre che il figlio non è suo e smette di contribuire al suo mantenimento. Arrivata a settembre lei mette l’annuncio su un sito e a risponderle è un’esca della polizia. La donna s’incontra con la presunta acquirente in un fast food, scambiano il bambino con poco più di 300 euro e a quel punto spunta la polizia sudafricana.

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COLPEVOLE, IN ATTESA DELLA CONDANNA –

Ora la giovane si è dichiarata colpevole, ha ammesso di aver provato a vendere il figlio e di essere profondamente pentita e di aver tenuto una condotta indifendibile. Alla fine del prossimo febbraio la corte deciderà la pena, che si spera non sia tale da compromettere la vita della giovane madre per sempre.

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