Disastro Air Asia: colpa del computer e di una decisione sbagliata del secondo pilota

di Redazione | 01/12/2015

Le indagini sull’incidente all’Airbus A320 Air Asia, volo QZ8501, precipitato il 28 dicembre scorso nel mare dell’Indonesia provocando la morte dei 162 occupanti, sono giunte al termine e hanno ricostruito le cause della tragedia.

Gli esperti indonesiani mettono il FDR (Flight Data Recorder) del volo  AirAsia QZ8501 in un contenitore adatto al suo trasporto a terra  (Photo credit ADEK BERRY/AFP/Getty Images)
Gli esperti indonesiani mettono il FDR (Flight Data Recorder) del volo AirAsia QZ8501 in un contenitore adatto al suo trasporto a terra (Photo credit ADEK BERRY/AFP/Getty Images)

 COSA È SUCCESSO AL VOLO AIR ASIA –

Il volo QZ8501 è caduto a causa di un malfunzionamento del computer di bordo e delle manovre con le quali l’equipaggio ha cercato di mettervi rimedio, togliendo l’autopilota e mandando l’aereo in uno stallo irrecuperabile. Le indagini hanno appurato che ai comandi era il secondo pilota Remi Plesel, francese, non il più esperto capitano indonesiano Iriyanto, un pilota con più di 20.000 ore di volo alle spalle. Ma il rapporto finale del National Transportation Safety Committee indonesiano dice di più e rivela come il disastro aereo sia stato provocato prima da un malfunzionamento e poi dagli errori del pilota.

IL GUASTO AL TIMONE –

Il problema tecnico è stato rappresentato dal cedimento di una saldatura sul timone posteriore, che ha determinato l’invio di numerosi messaggi d’allarme al pilota. Al quarto allarme il pilota francese ha spento uno dei dei computer di bordo nella speranza di resettarlo e di eliminare l’allarme.

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LA RISPOSTA SBAGLIATA E POI LO STALLO –

Il Rudder Travel Limiter questo il nome del componente difettoso, era già stato riparato 23 volte negli ultimi 12 mesi secondo il registro delle manutenzioni, da qui l’idea di escluderne l’allarme, che però si è risolta anche nello spegnimento del pilota automatico. A quel punto la decisione del pilota di tirare la cloche, con il risultato di far prendere velocemente quota all’aereo, fino a portarlo a una condizione di stallo irrecuperabile e da lì a precipitare come una foglia morta o quasi, provocando la morte di 162 persone tra passeggeri ed equipaggio. Il relitto dell’aereo fu poi rintracciato su un fondale marino poco profondo e il mezzo recuperato, ma dei resti di 56 persone si sono perse le tracce per sempre.