Il buffo sindaco che vuole i soldati di Putin a Rovigo

di Redazione | 02/12/2015

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«Se Alfano non mi dà retta per l’esercito, scriverò a Putin». l’ha sparata grossa sui social network Massimo Bergamin, sindaco leghista che s’atteggia a sceriffo e a unico preoccupato per l’ondata criminale che avrebbe travolto Rovigo, sonnacchioso centro del Polesine che lui dipinge come assediato dalle forze del male e da immigrati pericolosissimi.

massimo bergamin

 

QUANDO MANCA IL SENSO DEL RIDICOLO –

Massimo Bergamin è il tipico sindaco leghista che s’atteggia a sceriffo e che le spara grosse appena può. Si è inventato le ronde da solo, quando torna a casa alla sera si guarda attorno, questo il suo concetto di ronda, e ora si è inventato il bisogno di militari a Rovigo per mantenere l’ordine pubblico. Galeotti furono una serie di furti nella zona in cui abita e galeotto è stato il sempiterno bisogno del politico di farsi notare, di rispondere alle paure e ai timori dei cittadini, anche se queste paure sono alimentate proprio da quelli come Bergamin, che campano berciando contro le invasioni degli immigrati e solleticando xenofobia e razzismo.

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L’ARMATA ROSSA A ROVIGO –

E così è arrivata l’idea geniale, se Alfano non manda a Rovigo almeno 3 pattuglie di militari, che è bene ricordare non si occupano di ordine pubblico, ma al massimo possono essere usati per la guardia a obiettivi sensibili. Che a Rovigo scarseggiano. Prevedendo un no Bergamin ha messo in mostra la sua idea merafigliosa: scrivere a Putin!. Che non si sa che dovrebbe rispondere a un sindaco che gli chiede di mandare l’Armata Rossa a vigilare sui ladri d’appartamento a Rovigo. Missione che non dev’essere in cima alle sue priorità e che pone anche qualche problema con la sovranità del nostro paese. Il tutto per sorvolare sulla posizione di un sindaco che invoca un esercito straniero per qualche furto in appartamento, va bene che la Lega in Veneto ha spesso esibito atteggiamenti secessionisti, ma qui siamo dalle parti dell’altro tradimento e dell’intelligenza con una potenza straniera.