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Vatileaks 2, la confessione choc del monsignore sulla Chaouqui: «Mi ha sedotto e ho ceduto»

Vatileaks: Repubblica trasmette il memoriale del monsignor Lucio Angel Vallejo Balda. Lo fa mentre oggi, al processo sul caso, sia lo spagnolo sia la pierre cosentina Chaouqui saranno interrogati dalla Corte.

«Io racconto della Francesca, ma per me es muy doloroso… Io mi vergognavo di quello che avevo fatto con Francesca e quando passavo i documenti pensavo allo scandalo, se si sapeva. Mio Dio». Continua: «Lei mi disse che apparteneva ai servizi segreti italiani e che la sua unione con Corrado Lanino era un matrimonio di copertura. Mi mandò delle foto di Corrado con un’altra donna, la sua vera moglie».

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Nel memoriale si parla anche di una notte a Firenze…

Il monsignore spagnolo mette per iscritto che la Chaouqui lo ha sedotto a Firenze il 28 dicembre 2014. Lui, subito dopo avere consumato, si pente, e cerca di allontanarsi dalla donna. Però la teme. «Io ho avuto paura di questo… Lei aveva tanti numeri di telefono». Cerca di stanare la sua collaboratrice. «Sono andato a parlare con il capo dei servizi segreti, lui neanche la conosceva, rimasi sorpreso, iniziai così a chiedere informazioni e tutte le volte scoprivo sempre truffe diverse». Il rapporto fra i due si fa difficile. «Io mi ero confrontato con una psicologa, che mi disse di tenerla calma, di non dirle subito di no, e allora le dicevo: “Va bene Francesca, vediamo…”. Ma lei era violenta, muy cattiva, mi scriveva “verme, sei un verme” ». Un litigio durissimo avvenne per la serie del regista Paolo Sorrentino in Vaticano. «Francesca mi scrisse che voleva la mia autorizzazione per la troupe di Sky. Io le dissi: no se puede, porqué ci vuole l’autorizzazione della Gendarmeria. Lei mi mandò un whatsapp e mi scrisse che ero un coglione».
L’incontro con i giornalisti che scrissero i due libri-inchiesta avviene a marzo 2015. «Francesca mi organizzò un aperitivo. Quando arrivai vidi Nuzzi che già conoscevo, ma feci finta di non conoscerlo». Davanti alle richieste dei due giornalisti, monsignore dice di aver soggiaciuto «e ho passato i documenti». Ancora: «Ho cercato di dare quelli meno pericolosi e dannosi, o di scarso valore». Passerà anche cinque fogli con le password dei file criptati tenuti nel suo indirizzo di posta. Lanino e la Chaouqui, mette a verbale mosnignor Balda, detengono le password del suo indirizzo e-mail.

(Credits foto ANSA)