Quei Vajont naturali che minacciano l’Everest

di Redazione | 28/11/2015

Uno studio recente sottolinea la pericolosità rappresentata dalla formazione di cospicui bacini naturali sul monte Everest. Prodotti del riscaldamento globale, questi laghi naturali possono diventare una minaccia per chi vive a valle.

Un lago himalayano (Fonte Wikipedia- pubblico dominio)
Un lago himalayano (Fonte Wikipedia- pubblico dominio)

LA MINACCIA DEI LAGHI GLACIALI SULL’EVEREST –

Ang Kami, un capo sherpa sentito dal BBC è fatalista e dice che di rapporti allarmanti ne hanno sentiti tanti, ma che fino a che terranno contenti i loro dei non hanno nulla da temere, ma gli autori della ricerca sui laghi formatisi con lo scioglimento del ghiacciaio di Khumbu sono di opinione diversa. Nell’area infatti i laghetti sono diventati laghi e spesso si sono riuniti a formare grandi specchi d’acqua, che potrebbero tracimare o, peggio, far crollare le barriere naturali che li trattengono o essere investiti da frane. Eventi che potrebbero provocare eventi catastrofici a valle, dove i villaggi che insistono sulle pendici del monte rischiano di essere spazzati dalle acque.

COSA SUCCEDE AL GHIACCIAIO –

Ann Rowan, che ha guidato lo studio condotto dalle università di Sheffield e Leeds, descrive un’accelerazione preoccupante  del fenomeno negli ultimi 5 anni, formando una catena di bacini attorno al ghiacciaio che ora tendono a riunirsi, mentre altri laghi e laghetti si sono formati sulla superficie stessa del ghiacciaio. Lo studio ha confrontato i dati raccolti con le immagini satellitari d’inizio secolo con quelli di 3 campagne sul terreno condotte dal 2009 a oggi e ha scoperto che il fenomeno ha portato anche all’affondamento dello strato di detriti che solitamente ricopre il ghiaccio e a profondi cambiamenti nel drenaggio morenico delle acque.

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UN TREND IN PERICOLOSO AUMENTO –

Uno sviluppo osservato anche in altri ghiacciai della regione, che provoca il ristagno di grosse masse d’acqua in quota e impedisce loro di defluire a valle regolarmente. Se sul Khumbu si dovesse formare un enorme lago appoggiato sul ghiacciaio il pericolo sarebbe evidente, già nel 1985 il lago glaciale di Dig Tsho cedette distruggendo un impianto idroelettrico e altre infrastrutture a valle. Secondo l’United Nations Environment Programme (Unep) nell’ultimo secolo ci sono stati 35 eventi del genere in Nepal, Pakistan, Bhutan e China nell’ultimo secolo e nelle condizioni attuali si tratta di un numero destinato ad aumentare, anche nella dimensione degli ultimi esempi.