ISIS Francia
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ISIS, cosa ha ottenuto la Francia dagli altri Paesi per la guerra contro i terroristi

ISIS Francia

il tour diplomatico del presidente Hollande ha ottenuto alcuni risultati per aumentare l’azione militare contro il sedicente califfato islamico. Le due grandi potenze Usa e Russia si sono dichiarate disponibili a collaborare in una coalizione internazionale rimarcando la loro solidarietà verso Parigi. Germania e Gran Bretagna daranno un supporto militare alla Francia, mentre dall’Italia no.

ISIS GUERRA

La Francia ha deciso di reagire agli attentati di Parigi con la costruzione di una coalizione internazionale anti ISIS. L’obiettivo è la distruzione del sedicente califfato islamico, con un’intensificazione delle missione in Siria, già iniziata dal governo socialista prima delle stragi del 13 novembre 2015. La Francia ha bisogno di un aiuto militare, e per questo motivo François Hollande ha ricevuto i leader dei tre più grandi Paesi europei, Angela Merkel, David Cameron e Matteo Renzi, mentre ha visitato Barack Obama a Washington, Dc, e Vladimir Putin a Mosca. Ecco gli impegni ottenuti dal presidente francese.

    • USA. Barack Obama ha rimarcato la totale solidarietà degli Stati Uniti nei confronti della Francia, e la condivisione sulla lotta al terrorismo. Al netto della retorica, gli Stati Uniti, che guidano già la coalizione anti ISIS allargata ai Paesi arabi, non sembrano orientati a intensificare l’impegno militare contro il sedicente califfato islamico. Barack Obama ritiene pericolosa una reazione eccessiva in Siria, perchè consentirebbe ai terroristi di rafforzare il loro reclutamento. Per questo al momento gli USA si limitano a bombardamenti limitati, all’addestramento dei ribelli siriani moderati, e al contrasto alle fonti di finanziamento dell’ISIS. Un invio di truppe sul terreno è invece escluso categoricamente dal presidente americano.
    • RUSSIA. La Russia è lo Stato che al momento sta compiendo il maggior sforzo militare contro l’ISIS, intensificato dopo l’attentato al Metrojet diretto a San Pietroburgo che ha ucciso 224 persone. Nell’incontro con Hollande Vladimir Putin ha appoggiato la costruzione di una coalizione internazionale che rafforzi la missione anti ISIS. In concreto per ora Francia e Russia si dovrebbero limitare a un maggior scambio di informazione dei servizi segreti per migliorare l’efficacia dell’iniziativa militare. Rimangono le divisioni sulla diversa strategia tra Mosca e i Paesi Nato su Assad, esplosi con l’abbattimento del Sukhoi Su-24 da parte della Turchia. Per Putin il conflitto contro ISIS può essere vinto solo con truppe sul terreno, e in questa prospettiva Assad rimane l’unico alleato possibile sul campo. Una posizione distante da quella di Hollande, indisponibile come il resto dell’Europa a sostenere il presidente siriano.

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  • ITALIA. Dal nostro Paese non è arrivata praticamente alcuna collaborazione ulteriore per la Francia. Possibile un aumento delle truppe in Libano e forse Mali per permettere all’esercito francese di concentrare lo sforzo militare in Siria. Renzi ha rimarcato come Francia e Italia siano due Nazioni sorelle, ma come già in precedenza si è palesato come il leader più ostile a una soluzione solo militare del conflitto con l’ISIS.
  • GERMANIA. L’asse tra Parigi e Berlino si è rinsaldato anche sulla guerra all’ISIS. La Germania ha inviato più di 500 soldati in Mali, per permettere all’esercito francese di trasferire militari sul fronte siriano. Inoltre, il governo Merkel invierà alcuni tornado per voli di perlustrazione, così come una fregata militare per aiutare la portaerei Charles De Gaulle, da cui partono i bombardamenti contro ISIS. Sono misure certo contenute, ma visto il pacifismo della Germania, il Paese finora più ostile all’intensificazione del conflitto contro il terrorismo, già leader del fronte contrario all’intervento americano contro Assad, il supporto ottenuto da Hollande appare significativo, soprattutto dal punto di vista politico.
  • GRAN BRETAGNA. La Gran Bretagna potrebbe partecipare ai raid contro l’ISIS in Siria. David Cameron ha rinnovato questa intenzione nel suo colloquio con Hollande, e cercherà di ottenere dalla Camera dei Comuni l’ok alla missione militare in precedenza bocciata. Finora l’aviazione britannica ha bombardato le postazioni ISIS solo in Iraq.