La lettera di Dario Solesin a Maurizio Costanzo

di Marco Esposito | 26/11/2015

Lettera Dario Solesin

Il fratello di Valeria Solesin ha inviato una lettera a Maurizio Costanzo. Ecco il testo con il quale Maurizio Costanzo introduce la missiva di Dario.

“Avendo fatto la scelta di trattare al “Maurizio Costanzo Show” la famiglia, i sentimenti e le relazioni familiari, sono felice che Dario, il fratello di Valeria, mi abbia scritto per raccontarmi il grande dolore che ha colpito lui e i suoi genitori esternando i suoi sentimenti piu’ profondi. E, come dice Dario, senza cadere nel banale perché a Valeria non sarebbe piaciuto”.
Maurizio Costanzo

Buonasera gentile Maurizio Costanzo,

Le scrivo dalla nostra Venezia. Le scrivo chi è Valeria.

Valeria è mia sorella, una persona speciale. Lei ha tre anni in più di me e siamo cresciuti insieme. Sa, in questo momento ho spento tv, giornali, radio e non ho voglia di sentire nulla che mi possa portare al ricordo di quella sera.

Quella sera avevo appena finito allenamento di calcio.
I miei amici mi hanno avvisato di quello che succedeva a parigi.
Io all’inizio ero tranquillo. Poi la mia ragazza e i miei amici hanno continuato a dirmi quello che succedeva.

Allora ho chiamato Valeria ma niente, quel telefono squillava ma lei non rispondeva.Chiamavano anche i miei genitori ma niente.

Poi abbiamo chiamato Andrea, fidanzato di Valeria, ma niente. Niente. Iniziamo a preoccuparci.

Appena abbiamo letto la zona della città, dove si verificavano gli attentati, mi si è gelato il sangue. Valeria abitava lì vicino e abitava lì da poco.
Non sapevo che fosse al Bataclan.
Ma sapevo che in quei giorni stavano festeggiando la laurea della sorella di Andrea e tra i regali per la laurea che aveva ricevuto, c’era il viaggio a Parigi e i biglietti per il concerto. I biglietti per tutti. Valeria era lì per una casualità.
Maurizio, sa, io ero stato a Parigi la settimana prima di tutto quello che è accaduto.
Avevo visto la sua nuova casa che ha preso da poco ed era orgogliosa. Frutto dei suoi sacrifici e del suo lavoro all’università.
Io quando ero a Parigi sarei voluto andare a vedere una partita del Paris Saint Germain ma a mia sorella non piace il calcio. Ama la corsa. Poco tempo fa ha fatto anche la mezzamaratona a barcellona. Venti chilometri con le sue amiche. E corre eccome se corre vale.

Valeria è la persona che stimo di più al mondo. Lei che ha amato lo studio fin da bambina. E da piccoli noi siamo stati complici e qualche scappellotto l’ho preso. Lei è il mio orgoglio.
E’ grazie anche al suo aiuto se mi sono laureato in economia.

Parigi era la sua città. A Parigi stava bene. Aveva fatto il dottorato e quella città l’aveva adottata. Viveva lì da cinque o sei anni non ricordo bene.
E anche me piace come città. Andavo a trovare spesso mia sorella. E poi valeria parla francese meglio dell’italiano e a volte la prendo in giro.

È una ragazza che ama la vita e che si diverte in qualsiasi situazione. Andrea il suo fidanzato adora la musica e lei lo seguiva in giro per i concerti.

Quella notte poi andrea ci ha chiamato. Era con valeria. Era disperato. Io e la mia famiglia non ci volevamo credere. Non ci vogliamo credere.
Poi è successo tutto velocemente. Oggi ho silenziato tutto. Non ho più aperto nemmeno la mia pagina facebook. Avrò ricevuto milioni di messaggi.
Ma in questo momento non sento nulla.
Ringrazio la città di Venezia e le autorità dello stato che ci sono state vicine. Il presidente della repubblica sergio mattarella, il presidente del consiglio Matteo Renzi e anche il console francese in Italia.

Non voglio e non devo cadere nel banale.
Mia sorella non lo accetterebbe.
Sinceramente, non so come, ma insieme con la mia famiglia ripartiremo.

Ripartiremo, si’.

Grazie a tutti

Dario Solesin