Vogliono sospendere la figlia, lui tira un computer alla prof

di Tommaso Caldarelli | 26/11/2015

scuola

Altra storia di violenza a scuola da parte di un genitore dopo brutte notizie: accade a Ladispoli, dopo una rissa nelle scuole elementari fra bambine, in cui una delle due ha usato epiteti razzisti. La scuola aveva deciso di sospenderla, dopo aver convocato i genitori delle due bimbe ad un consiglio di circolo perché potessero esporre le loro ragioni: al genitore della ragazzina che aveva usato parole definite dalla scuola “inaccettabili”, l’idea che la figlia venisse sospesa non è andata giù.

VOGLIONO SOSPENDERE LA FIGLIA, LUI TIRA UN COMPUTER ALLA PROF

Il resto ce lo racconta il Messaggero.

Il preside al pronto soccorso dopo essere stato preso a calci, una prof assalita con il lancio di un pc ed un’altra docente minacciata di morte. È finita in rissa a Ladispoli la riunione del Consiglio di circolo e a far scoppiare il putiferio sarebbe stato il papà di una ragazzina in procinto di ricevere una sospensione di dieci giorni. L’uomo, probabilmente contrario al provvedimento nei confronti della figlia iscritta alla seconda media, avrebbe poi lasciato in fretta l’edificio prima dell’arrivo dei carabinieri, chiamati dai presenti impauriti. Animi tesissimi l’altro pomeriggio nel plesso “Corrado Melone” di piazza Falcone, per fortuna senza conseguenze gravi per nessuno. A raccontare tutto è il dirigente scolastico, Riccardo Agresti. «Ci sono tanti testimoni che hanno assistito alle scene di violenza. – interviene il preside – Mi ha spinto e preso a calci questo signore, ha minacciato e tentato di aggredire le nostre docenti solo perché stavano per dire ciò che era accaduto in classe». In pratica – secondo poi quanto messo a verbale dal Consiglio di circolo – due compagne di classe coetanee, una italiana e l’altra romena, avrebbero iniziato a litigare animosamente durante la lezione. «Hanno cominciato a bisticciare per chissà quale motivo, – specifica il dirigente Agresti – arrivando ad utilizzare parole scurrili.

Solidarietà da tutte le istituzioni civili della città del litorale romano.

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La studentessa romena avrebbe detto parolacce alla compagna, che avrebbe risposto con insulti razziali. Per la nostra scuola è inaccettabile». Ecco perché nel pomeriggio si sarebbe riunito il Consiglio: per decidere le sorti delle due giovani. E a quella riunione sono stati invitati anche i genitori delle parti. Dopo qualche minuto però il papà della ragazza italiana sarebbe andato in escandescenza. «Solo il muro creato dai vari professori, dal dirigente e dal rappresentante di classe – testimonia un altro presente – ha impedito che le docenti o la ragazzina fossero colpite dal papà e dalla sua signora». Alla fine la seduta è proseguita e le due studentesse sono state comunque sospese. «Quanto è accaduto è grave – rincara la dose Agresti – in queste ore presenterò una denuncia alla stazione dei carabinieri». Solidarietà ad Agresti e alle professoresse è arrivata dal sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta. «Esprimiamo assieme a tutta l’amministrazione comunale – scrive in una nota il primo cittadino – il sostegno al preside e alle insegnanti per quanto accaduto durante la riunione. Il confronto ed il dialogo devono sempre prevalere: l’istituto della Corrado Melone è stato un esempio di tutto questo». Si muove anche il Comune. «Siamo contrari ad ogni tipo di violenza» dice il vicesindaco, Giuseppe Zito. È probabile che in queste ore i carabinieri, non appena raccolta la denuncia del preside, si attivino chiamando sia il papà inferocito che tutte le persone della dirigenza che hanno assistito al fatto.