braccialetto anti-stalker
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Violenza sulle donne, arriva il braccialetto anti-stalker

Aiutare le donne ad evitare di subire violenza delle donne arriva finalmente in Italia il braccialetto anti-stalker, un congegno elettronico simile ad un telefono cellulare.

BRACCIALETTO ANTI-STALKER, A COSA SERVE –

Si tratta di un sistema salvavita che rappresenta una svolta in Paese come l’Italia, che vanta un triste record di omicidi e maltrattamenti, spesso tra le mura domestiche. Si legge oggi sul Corriere della Sera:

A gennaio partirà la sperimentazione su venticinque coppie a rischio. Saranno dotate di un dispositivo di controllo satellitare, identico per la donna e per l’uomo e simile a un piccolo telefono cellulare.
L’aggressore dovrà anche indossare una cavigliera, sarà obbligato a portare sempre con sé il dispositivo e non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima.
Il via libera del ministero dell’Interno è stato annunciato ieri dall’onorevole Alessia Morani, autrice dell’emendamento alla legge contro il femminicidio con cui la norma, che consente l’uso di simili apparecchiature di controllo a distanza, è stata introdotta nel Codice di procedura penale, ultimo comma dell’articolo 282 bis: allontanamento dalla casa familiare.

 

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BRACCIALETTO ANTI-STALKER, COME FUNZIONA –

Il braccialetto anti-stalker (che sarà sperimentato 25 coppie) è già stato testato all’estero. In Spagna il rischio di recidive è stato annullato. Ecco come funzionerà:

Il congegno sarà collegato con le forze dell’ordine ed emetterà un segnale acustico nel caso in cui lo stalker violi gli ordini del magistrato, varcando le «no access zone». L’avviso sul dispositivo della donna scatta anche al di fuori delle zone interdette, cioè quando l’uomo entra nel suo raggio di azione, a due chilometri di distanza.
I dati, rilanciati da tutti i mezzi di informazione in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono da allarme rosso. Quasi sette milioni di donne italiane hanno subito violenza fisica o psicologica almeno una volta nella vita e soltanto l’11,8 per cento trova la forza e il coraggio di denunciare.

(Foto di copertina da archivio Ansa)