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La frase choc dell’arcivescovo sulla speranza che Papa Francesco faccia la fine «di quell’altro Papa»

L’arcivesco di Ferrara avrebbe detto: «Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro», riferendosi alla morte di Papa Luciani, che fu pontefice per poco più di un mese.

UN VESCOVO MOLTO CONSERVATORE  –

L’arcivescovo di Ferrara don Luigi Negri, vicino a Comunione e Liberazione, è il tipo di prete che la riforma di Bergoglio sta mettendo all’angolo, com’è successo a Bologna, dove a sostituire il Caffarra uscente è stato scelto uno Zuppi agli antipodi per formazione e inclinazioni. E proprio a Zuppi,  Negri promette di rendere la vita difficile.

L’INTERCETTAZIONE DI LUIGI NEGRI –

Negri è stato «intercettato» il 28 novembre scorso sul Frecciarossa partito da Roma-Termini da un giornalista del Fatto quotidiano, secondo il quale si stava sfogando con il suo collaboratore dopo l’assegnazione di due diocesi per anni in mano a Comunione e liberazione a due preti di strada. Negri non l’avrebbe presa bene, e secondo il giornalista si sarebbe augurato la morte del Papa, dicendo: «Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”.

LUIGI NEGRI NON HA SMENTITO –

Una seconda conversazione invece si sarebbe tenuta con Renato Farina, l’indimenticato «agente betulla» a libro paga dei servizi, poi parlamentare berlusconiano e ora gran devoto. Sentito dal direttore della Nuova Ferrara, Stefano Scansani, Negri non ha smentito. Ha risposto che reagirà all’articolo del Fatto Quotidiano e che per ora non ha alcuna dichiarazione da fare. E ha domandato: “Qualcuno ha registrato?” concludendo che “questo nuovo episodio spiega tutto l’odio teologico contro la Chiesa”.

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CHI ODIA CHI? –

A sentire quanto riportato dal Fatto Quotidiano sembra però che nei panni di «odiatore» sia proprio Negri a trovarsi benissimo, almeno a giudicare dalle parole e dai pensieri carichi di fiele che avrebbe dedicato ad altri ministri della chiesa e al Papa in particolare:

«“Dopo le nomine di Bologna e Palermo – sbotta – posso diventare Papa anch’io. È uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. L’alto prelato, lasciando sbigottiti i testimoni, non si rassegna deve parlare con qualcuno, chiede al segretario di chiamare al telefono un amico di vecchia data, anche lui di Cl, Renato Farina, noto come “agente Betulla”, rincarando la dose. Non ancora soddisfatto, continua con il giovane prete: “Sono nomine avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole, con un metodo che non rispetta niente e nessuno. La nomina a Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età) ho promesso che farò vedere i sorci verdi a quello lì (Zuppi): a ogni incontro non gliene farò passare una. L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri – e su Lercaro e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana”.»