La mappa della violenza sulle donne in Europa

di Tommaso Caldarelli | 25/11/2015

Violenza donne europa muro

Violenza sulle donne, in Europa come vanno le cose? Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è utile fare il punto della situazione, dati alla mano: quali sono i paesi in cui la violenza contro le donne, in qualsiasi forma, è statisticamente più frequente? Quali sono, dunque, i paesi in questo senso più “pericolosi”? E quelli in cui sono i cittadini a ritenere che la situazione sia più grave? Una recente statistica chiarisce molti punti interessanti ritraendo un’Europa in cui la violenza contro le donne è più o meno la norma.

LA MAPPA DELLA VIOLENZA SULLE DONNE IN EUROPA

Innanzitutto il dato di partenza dell’indagine promossa dall’agenzia europea per i Diritti Umani Fondamentali (pubblicata nel 2014 e realizzata in tutto il continente nel 2012, con interviste a 42mila donne europee, dietro richiesta esplicita del Consiglio dell’Unione e del Parlamento Europeo nel 2010; almeno 1500 donne in ogni paese hanno risposto alle domande): almeno una donna su tre, il 33% delle intervistate, ha dichiarato di aver subito nella vita, a partire dai 15 anni, almeno un caso di violenza fisica o sessuale (dove il primo caso si riferisce a spintoni, schiaffi, capelli tirati, fino ad aggressioni con lame o armi; mentre il secondo caso è riferibile ad approcci sessuali indesiderati, con o senza coercizione fisica); inoltre una donna su 20 ha risposto positivamente alla domanda “qualcuno ti ha costretta a un rapporto sessuale tenendoti ferma o ferendoti in qualche modo” ed è dunque stata stuprata .

violenza donne europa cartina

I paesi in cui, in generale, la violenza contro le donne è più comune sono i paesi del nord Europa: il 30% e più dei partner in Lituania ha in qualche modo molestato la propria compagna, circa la stessa percentuale in Danimarca e in Finlandia; addirittura il 40% delle donne danesi afferma di aver subito interessamenti di qualche tipo da parte di persone diverse dal proprio partner, da familiari a perfetti sconosciuti.

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La violenza sessuale in senso stretto segue più o meno questi schemi.

Violenza donne europa

La prima riga, quella chiara, include domande riferite a casi più ampi (ad esempio “commenti invadenti sull’aspetto fisico”), la seconda riga comprende più nello specifico le molestie sessuali (“contatto fisico, abbracci o baci indesiderati”, la fattispecie più grave). E’ la Danimarca a detenere il triste primato: circa appunto una donna su tre è stata molestata sessualmente in senso stretto, seguono la Svezia e i Paesi Bassi e poi la Francia e il Belgio. E l’Italia? E’ piuttosto in basso, sia nella statistica degli approcci in generale che in quella della molestie sessuali in senso più stretto, piazzandosi ben sotto la media europea per fenomeni di questo tipo: circa il 15% delle donne italiane ha raccontato di aver subito molestie sessuali, un dato molto inferiore a quello di tanti altri paesi europei.

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E’ possibile che le donne italiane non siano bendisposte a raccontare quanto gli accade, tuttavia i numeri sono questi e parlano chiaro; come altrettanto chiari sono i numeri che restituiscono un’impressione abbastanza in contrasto con quelli delle violenze: sono i dati della pericolosità percepita della violenza sessuale. In sintesi, i paesi in cui le donne raccontano di più casi di violenza sono anche i paesi in cui la violenza sessuale risulta essere percepita come meno comune.

violenza donne europa percezione

 

Le donne portoghesi pensano che la violenza sessuale nel loro paese sia estremamente comune; allo stesso tempo le donne portoghesi raccontano di aver subito attenzioni sessualmente indesiderate solo nel 15% dei casi; ancora: in Finlandia meno del 70% delle donne pensano che la violenza sessuale nel loro paese sia un problema frequente, e i racconti delle donne si posizionano però ben al di sopra la media europea. Le donne italiane addirittura al 90% pensano che nel nostro paese la violenza sessuale sia un problema dilagante, ma gli episodi raccontati nei 12 mesi precedenti l’indagine non arrivano al 20% delle intervistate.

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