«I bombardamenti della Russia in Siria hanno ucciso 400 civili»

di Valentina Spotti | 23/11/2015

russia bombardamenti in siria

I raid aerei russi sulla Siria avrebbero già causato circa 400 vittime tra i civili. Una buona parte di essi sarebbero bambini. A fare un primo bilancio degli ultimi mesi di bombardamenti è al-Jazeera, che cita i dati diffusi dal Syrian Observatory for Human Rights, l’osservatorio siriano per i diritti umani con base nel Regno Unito.

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MAXIM MARMUR/AFP/Getty Images

BOMBE AL FOSFORO BIANCO –

Dal 30 settembre 2015  – giorno in cui i raid russi sono ufficialmente iniziati a al 20 novembre sarebbero 403 i civili uccisi, tra cui 97 bambini. Non solo: è notizia di oggi, riportata dall’ANSA, che l’aviazione russa avrebbe sganciato bombe al fosforo bianco in zone abitate da civili. Questo sarebbe avvenuto nel nord-ovest del paese, lontano dalle zone di controllo dell’ISIS.

I CIVILI SIRIANI UCCISI NEI RAID RUSSI –

A denunciarlo è la Syrian Network for Human Rights, Rete Siriana per i Diritti Umani: le bombe al fosforo bianco sarebbero state usate in otto bombardamenti avvenuti lo scorso 12 ottobre nella regione di Idlib, tra i distretti di Ariha e Maarrat an Numan, nel villaggio di Bayanin. Nei raid sarebbe stato colpito anche un panificio e tre civili, di cui due bambini, sono morti negli attacchi. Secondo la Rete Siriana per i Diritti Umani dall’inizio dei raid russi sulla Siria i civili uccisi sarebbero già 526, 137 dei quali bambini.

141 RAID RUSSI IN SIRIA –

 Dall’inizio dei raid di Mosca sulla Siria, gli aerei russi hanno già compiuto 141 incursioni, colpendo 472 obiettivi ad Aleppo, Damasco, Idlib, Latakia, Hama, Raqqa, Homs e le province di Deir Az Zor. La Russia ha spiegato che l’obiettivo delle operazioni militari in Siria è quello di rispondere a una precisa richiesta del presidente Assad. Quest’ultimo, in una recente intervista per l’emittente televisiva cinese Phoenix, ha spiegato che la situazione in Siria «è molto migliorata dopo l’intervento russo» e che quella che sta avvenendo nel paese non è una guerra civile «ma una guerra contro i gruppi di terroristi supportati dagli stati esteri».

(Photocredit copertina: SAMEER AL-DOUMY/AFP/Getty Images)

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