TFF – The Lady in the Van: Maggie Smith al Torino Film Festival – LA RECENSIONE

di Alessandro De Simone | 22/11/2015

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THE LADY IN THE VAN: LA RECENSIONE –

Londra è una città dove la stranezza non esiste. O meglio, si vedono tante cose assolutamente eccentriche, ma che fanno parte della normalità di una città che ha fatto proprio della sua libertà d’espressione la sua forza maggiore. Era così nella Swinging London, poi nell’era punk, persino sotto il governo Thatcher. E oggi più che mai, la capitale britannica è anche sempre più punto di riferimento del mondo intero. Eppure, le storie più incredibili che si carpiscono in quella città sono quelle che puoi trovare davanti al vialetto di casa.

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Photocredit: Torino Film Festival

THE LADY IN THE VAN: LA STRAORDINARIA VITA DI MARY SHEPHERD –

Come quella successa ad Alan Bennett, commediografo e scrittore, all’inizio degli anni Settanta, quando scopre che nella via di casa sua, in quel di Camden, nel nord di Londra, è stato parcheggiato uno sgangherato furgoncino dentro il quale vive un’eccentrica signora di nome Mary Sheperd. A seguito di una serie di vicissitudini, Bennett decide di accogliere la residenza mobile della donna nel vialetto di casa sua, dove resterà per quindici anni, durante i quali nasce e cresce una splendida amicizia e lo scrittore riesce anche fare luce sul passato della sua quasi co-inquilina, scoprendo cose davvero inaspettate, che ovviamente ci guardiamo bene dal rivelare.

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THE LADY IN THE VAN: LADY MAGGIE –

The Lady in the Van nasce come romanzo e viene poi trasposto a teatro nel 1999, già all’epoca con una strepitosa Maggie Smith nei panni della Lady, ruolo per cui si portò a casa una nomination all’Olivier Award, l’Oscar britannico del teatro (per la cronaca, fu battuta da Janie Dee, protagonista del classico moderno di Alan Ayckbourn Comic Potential. Della serie: anche le divinità hanno la loro nemesi). Ripreso nel 2009 come sceneggiato radiofonico della BBC, ancora con la Smith, questa storia straordinaria approda anche sul grande schermo. Ottimo cast, con Dame Maggie ovviamente mattatrice, ottimamente supportata da Alex Jennings, attore poco noto al grande pubblico fuori dalla terra d’Albione, ma dimostrazione vivente del perché gli interpreti inglesi sono svariate spanne più in altro degli. Jenning è un perfetto Mr. Bennett che viene supportato dai tutti magnifici Jim Broadbent, Roger Allam, Frances De La Tour (meravigliosa), Dominic Cooper e James Corden (ma quanto talento ha questo ragazzo?).

The Lady in the Van: trailer

LADY IN THE VAN: RECENSIONE –

Nicholas Hytner, di cui ricordiamo il bel La pazzia di Re Giorgio, ma anche l’esecrabile La seduzione del male, da regista teatrale con decine di produzioni di successo alle spalle qual è, non cambia la struttura della pièce e dirige accompagnando la storia esattamente come se si svolgesse su un palco del West End. E fa bene, perché non c’era bisogno di fare molto di più, visto il materiale, umano e narrativo, a disposizione. Film gradevolissimo, lascia comunque un profondo di disagio, se si ha la sensibilità appena superiore a quella di un ferro da stiro, pensando a quante volte puntiamo il dito, che si tratti di clochard, rifugiati e immigrati, senza pensare mai che loro, come noi, hanno una storia e che il primo sforzo è quello di conoscerla. E anche una volta conosciuta, il diritto di giudicare non dovrebbe appartenerci. Ve lo dice un immigrato.