Angelino Alfano: «Rinunceremo a un pezzettino della nostra privacy, ma in questo momento è necessario»

di Redazione | 22/11/2015

Angelino Alfano

«Credo vero che si stia combattendo la terza guerra mondiale a pezzettini, ha ragione il Papa», ha commentato il ministro dell’Interno Angelino Alfano ospite a L’intervista di Maria Latella su Skytg24. «Se la guerra è mondiale come dice il Papa vanno ripensate le alleanze: io non rinuncio al nostro asse, ma contro l’Islamic State serve una grande alleanza», ha affermato il titolare del Viminale.

ANGELINO ALFANO: “RIVEDERE SCHENGEN”

– «Occorrono alcune revisioni del codice Schengen per rendere più blindate le frontiere esterne», ha affermato Alfano. «Non esiste nessuna confederazione di stati che abbia cancellato i confini interni e non presidiato quelli esterni. Ci sarà un immagazzinamento dati che comprimerà un po’ la nostra privacy su alcuni aspetti ma indispensabile in questo momento». E sull’intervento delle forze armate commenta: «Se la Siria fosse bombardata senza un percorso di stabilizzazione potrebbe diventare una nuova Libia».

ANGELINO ALFANO: “SEPARARE CHI SPARA E CHI PREGA”

– «Dobbiamo separare chi prega da chi spara. Abbiamo i musulmani in Italia,e poi abbiamo i terroristi», ha spiegato Alfano. «Non possiamo rigettare un milione e 600mila musulmani che vivono in Italia. Noi in Italia abbiamo lo stesso diritto a pregare, il nostro tribunale è quello dei giudici. I musulmani hanno diritto di pregare, rispettando le leggi: se non lo fanno vengono cacciati». E ancora: «Ci sono i professionisti dell’ansia: l’obiettivo è non farci stare bene ed è quello che alcuni mezzi di informazione perseguono con una certa efficacia».

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ANGELINO ALFANO E LA MAFIA: “ME L’HANNO GIURATA”

Qualche giorno fa una indagine antimafia a Corleone ha fatto emergere serie minacce per il ministro dell’Interno, “colpevole” di avere inasprito il regime di carcere duro 41 bis. «Abbiamo fatto una serie di cose per cui me l’hanno giurata. Non è una cosa nuova, risale a quando ero ministro della Giustizia: ma non me ne sono curato allora, non lo farò ora», ha replicato Alfano a Maria Latella. «Non è sufficiente essere contro la mafia – ha aggiunto – bisogna dire e fare cose contro la mafia e credo sia un dovere di qualsiasi politico italiano e soprattutto siciliano».

(in copertina foto ANSA/ CESARE ABBATE)